32enne uccisa ad Aosta, c’è un sospettato dell’omicidio

Massimo riserbo degli inquirenti, in ore che appaiono cruciali per la soluzione del caso legato alla morte di Raluca Elena Serban, donna di origini romene trovata domenica 18 aprile in un palazzo di Aosta, con la gola tagliata.
Raluca Elena Serban, la vittima dell'omicidio.
Cronaca

Il riserbo è massimo tra gli inquirenti al lavoro sull’omicidio di Raluca Elena Serban, 32enne trovata senza vita all’alba di domenica 18 aprile in un palazzo di Aosta. Alimentata da diversi indizi raccolti, la “traccia concreta” seguita dagli uomini della Squadra Mobile della Questura è divenuta un sospettato. Trovarlo è ciò su cui si concentrano le attività degli investigatori, in queste ore che appaiono cruciali per la soluzione del caso.

L’assassino, lasciando l’alloggio di viale dei Partigiani in cui la giovane romena è rimasta riversa a terra con la gola tagliata, non ha portato via solo l’arma usata per strapparle la vita, molto probabilmente un coltello, ma anche lo smartphone e il tablet della vittima, ad Aosta da circa tre settimane e priva di un’occupazione stabile. L’indagine, che i primi accertamenti hanno orientato nel mondo delle escort, è partita quindi dall’analisi delle immagini della videosorveglianza nel palazzo e nei dintorni e dall’esame dei tabulati telefonici.

Chi ha contattato Raluca Elena nelle ore precedenti alla morte, fatta risalire dal medico legale tra il pomeriggio e la serata di sabato (un vicino l’ha vista viva all’ora di pranzo, ma nessuno ha udito rumori sospetti o liti più tardi)? Agli accertamenti tecnici svolti, a partire dal lungo sopralluogo della Polizia scientifica nell’abitazione, si è affiancata l’attività investigativa fatta del sentire vari testimoni. Tra questi, oltre al padrone dell’alloggio e all’amministratore del condominio, anche la madre e la sorella della vittima.

Sono state loro, spaventate per il non riuscire più a contattarla (né tramite messaggi, né telefonicamente), a precipitarsi nella notte ad Aosta dalla Toscana (da Lucca, dove anche Raluca Elena risultava ancora residente). Alla porta (chiusa senza mandata, quindi tirata dietro di sé dall’ultimo uscito) non hanno ricevuto risposta e, sempre più impaurite, hanno chiamato i Vigili del fuoco, cui è stato necessario passare da una finestra, per poi scoprire il cadavere, che giaceva nel bagno dell’alloggio.

Sul fronte giudiziario, domani in Procura (il fascicolo è affidato al pm Luca Ceccanti, più volte sul luogo del delitto domenica con il procuratore capo Paolo Fortuna) è atteso l’incarico per l’autopsia sul corpo della donna. Verrà svolta congiuntamente dai consulenti incaricati e dalla polizia scientifica: la volontà degli inquirenti è ottenere una lettura più omogenea possibile delle risultanze, per questo l’accertamento sulle cause della morte avverrà in presenza di chi ha esaminato la scena del crimine.

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