Abuso su un 13enne, da un video nuovi guai per gli arrestati

Il fascicolo a carico dei due cittadini pakistani arrestati lo scorso 9 ottobre passa alla Procura distrettuale di Torino per gli accertamenti sulla produzione di materiale pornografico minorile, ipotizzata per i filmati sullo smartphone di un fermato.
Cronaca

Passa alla Procura distrettuale di Torino il fascicolo a carico dei due cittadini pakistani, arrestati lo scorso 9 ottobre dalla Polizia ad Aosta per la violenza sessuale su un 13enne. Dall’acquisizione dei filmati presenti sullo smartphone di uno dei due sono infatti scaturiti elementi per un’ulteriore contestazione, vale a dire aver filmato l’abuso. Quelle immagini concretizzano, per il Codice penale, la produzione di materiale pornografico minorile, facendo così scattare la competenza dell’ufficio inquirente distrettuale.

Il procedimento nei confronti di Ali Raza (25 anni) e Usama Mazhar (23) continuerà quindi a cura della Procura torinese, che dovrà sviluppare gli accertamenti e dare corso alla nuova imputazione, chiedendo poi il processo. Restano validi i passi mossi sinora ad Aosta, tra i quali l’incidente probatorio chiesto dal pm Manlio D’Ambrosi, per acquisire la testimonianza del ragazzo parte offesa nei fatti. In quell’udienza, svolta in forma protetta, il 13enne vittima della violenza aveva confermato il racconto già reso agli agenti della Squadra Mobile della Questura.

La ricostruzione che ha preso corpo dalle sue parole è che il ragazzo ha incontrato i due giovani (che non conosceva) nel pomeriggio, trascorrendo il resto della giornata con loro, anche consumando dell’alcool in compagnia. L’abuso sarebbe stato perpetrato in serata nei bagni del terminal bus di via Carrel. Tra le varie prove raccolte dagli investigatori della Sezione “Reati contro la persona”, le immagini della videosorveglianza della zona, in cui si nota il ragazzo passare con i due indagati.

L’accusa inizialmente mossa era di violenza sessuale di gruppo, aggravata tra l’altro dall’età della vittima e dalle modalità dell’abuso. Le indagini restano aperte per gli accertamenti sulla contestazione legata alla pedopornografia. Gli arrestati, difesi dagli avvocati Andrea Noro e Adele Murino, sono attualmente detenuti a Torino e a Vercelli. Il processo è destinato a rimanere competenza del Tribunale di Aosta, luogo ove si sarebbe consumato il reato.

2 risposte

  1. lungi da me difendere questi atti a dir poco orribili, ma la domanda che mi pongo è: perché un ragazzino di 13 anni va in giro tutto il pomeriggio da solo a bere alcol con sconosciuti, ??nessun giudizio solo paura per questi bambini che si credono grandi

  2. Mi spieghino, un giorno, gli avvocati difensori di questa gente come fanno a guardarsi allo specchio…

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