Il procuratore regionale della Corte dei Conti, Maurizio Mirabella, aveva citato il dipendente regionale per un milione e 459.000 euro. Secondo l'accusa Bassignana “avrebbe affidato l'esecuzione di lavori pubblici, per lo più con procedure di somma urgenza e senza un preventivo vaglio della soluzione più confacente all'interesse pubblico, ad aziende con i cui rappresentanti legali egli aveva stretto accordi corruttivi, contro un corrispettivo in denaro o altre utilità".
Secondo la magistratura contabile, l'ex funzionario regionale, "approfittando dell'ampio margine di discrezionalità concessogli dalle procedure di somma urgenza, assegnava i lavori direttamente ad aziende compiacenti, dalle quali otteneva il versamento a proprio favore di un importo pari al 10% del corrispettivo dei lavori stessi". Per i togati contabili, il danno determinato dalla riscossione delle tangenti è stato provato. Infatti, durante il dibattimento, la difesa aveva sottolineato come “ l'accusa non abbia provocato la condotta dolosa del funzionario”.
La corte "con prudente valutazione in via equitativa" ha quindi quantificato il danno erariale in 500.000 euro.

