Elezioni comunali ad Aosta, dopo il Tar Girardini e il centrodestra ricorrono al Consiglio di Stato

Dopo la sentenza del Tar, i partiti che sostenevano Girardini e Furci – senza Forza Italia – ritengono "doveroso un riconteggio delle schede" del ballottaggio, sostenendo che "le elezioni e lo spoglio sono stati caratterizzati da una chiara mancanza di trasparenza e di verità”.
Avanti il prossimo Giovanni Girardini e Raffaele Rocco
Cronaca

Sul ballottaggio ad Aosta, per il quale il Tribunale amministravo regionale ha confermato la vittoria di Raffaele Rocco e Valeria Fadda lo scorso 30 gennaio, La Renaissance Valdôtaine, Fratelli d’Italia, Lega Vallée d’Aoste ed il gruppo misto di minoranza – rappresentato in Consiglio comunale dall’allora candidata vicesindaca Sonia Furci – assieme all’Udc e all’avvocato Orlando Navarra hanno deciso di ricorrere al Consiglio di Stato.

Infatti, in una nota, i partiti che sostenevano la candidatura di Giovanni Girardini e di Furci – senza Forza Italia –, spiegano che “alla luce della sentenza del Tar della Valle d’Aosta che, in sostanza, ritiene possibile la riduzione del divario di voti tra la coalizione Rocco-Fadda e la coalizione Girardini-Furci da 15 a 6 voti, ritenendo però ‘inammissibili per carenza di interesse’ le altre osservazioni/censure, ricorreranno al Consiglio di Stato sostenendo che le elezioni e lo spoglio delle schede sono stati caratterizzati da una chiara mancanza di trasparenza e di verità”.

Le forze politiche che hanno deciso di ricorrere “ritengono doveroso almeno un riconteggio delle schede al fine di garantire alla popolazione il vero verdetto elettorale perché chi governa lo possa fare alla luce di un vero e indiscutibile risultato, evitando che continui a serpeggiare in città un dubbio che, a nostro avviso, allontanerebbe ulteriormente gli elettori dal mondo della politica”.

Aosta, respinto il ricorso di Girardini: Rocco e Fadda restano Sindaco e Vice

30 gennaio 2026
di Christian Diémoz

Elezioni comunali
Elezioni comunali

Il risultato del ballottaggio al comune di Aosta è confermato: Raffaele Rocco e Valeria Fadda restano, rispettivamente, Sindaco e Vicesindaco del Comune di Aosta. E’ l’effetto della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale, che ha respinto il ricorso presentato dal leader de “La Renaissance” Giovanni Girardini e dalla coalizione che lo sosteneva alle elezioni comunali dello scorso 28 settembre. Il risultato finale vedeva solo 15 voti di differenza tra le due coalizioni arrivate al secondo turno.

I ricorrenti avevano constatato l’annullamento di alcune schede. I giudici amministrativi ricordano che, trattandosi di un turno di ballottaggio, “l’elettore può soltanto apporre un segno sul nome dei candidati o sul simbolo di una delle liste collegate, senza possibilità di esprimere preferenze”. Di conseguenza, “qualsiasi segno grafico ulteriore e non funzionale all’espressione del voto è idoneo a rendere il voto riconoscibile e, pertanto, nullo”.

Fa eccezione a tale regola “l’indicazione, sulla scheda, del nome del candidato sindaco (o della coppia sindaco-vicesindaco), che, pur essendo ultronea, non è di per sé sufficiente a determinare l’invalidità del voto”. Di contro, “l’ipotesi in cui venga indicato il nominativo di un candidato consigliere o il suo numero identificativo all’interno della lista, in quanto elemento del tutto estraneo a tale fase elettorale, comporta la nullità della scheda”.

Applicando questi principi, “devono reputarsi allora correttamente dichiarate nulle quelle schede contenenti segni grafici e scritte non funzionali all’espressione del voto in favore dell’uno o dell’altro candidato alla carica di sindaco”. Un’altra contestazione della coalizione capitanata da Girardini riguardava “un errore di verbalizzazione nello scrutinio dell’Ufficio n. 9, che avrebbe comportato l’inversione dell’attribuzione dei voti tra le due coalizioni, con assegnazione indebita di 42 voti alla coalizione Rocco-Fadda, anziché alla coalizione Girardini-Furci, come dichiarato da un rappresentante di lista”.

Al riguardo, per i giudici, “trattandosi di atto pubblico, il verbale fa piena prova fino a querela di falso; ne consegue che la dichiarazione asseverata del rappresentante di lista è priva di valore probatorio in assenza della proposizione di tale rimedio”. Infine, i ricorrenti asserivano l’irregolarità del trasferimento delle schede votate dalla sezione 35 (Excenex) al polo di scrutinio di Aosta, perché avvenuto – sostenevano – in violazione delle procedure previste.

Per il Tar, “tale censura è inammissibile, poiché, così come formulata e in assenza di elementi specifici, non è idonea a dimostrare un’alterazione del risultato elettorale o una manomissione dei plichi contenenti le schede elettorali o i verbali delle relative operazioni di scrutinio”. “Risulta infatti –  si legge nella sentenza – che anche le schede della sezione n. 35 siano regolarmente pervenute all’Ufficio elettorale centrale e siano state regolarmente verificate”.

Le reazioni

“La sentenza fa finalmente chiarezza e dà certezza rispetto al ruolo che abbiamo in Consiglio comunale. Da parte nostra c’è grande soddisfazione: si è chiusa in modo positivo per noi una vicenda su cui erano stati sollevati dubbi, ed è stato importante che venissero chiariti – sottolinea il sindaco Raffaelle Rocco –  Ora ci sono tutte le condizioni per voltare pagina e concentrarci sul lavoro per il bene della città. È ciò che abbiamo continuato a fare anche in questi mesi, nonostante il giudizio pendente, e che porteremo avanti con ancora più determinazione”.

Affidata a Facebook il commento della decisione del Tar Giovanni Girardini: “Mi dispiace! Ma mi dispiace soprattutto non tanto la messa in discussione di un risultato che non mi ha visto sindaco per soli 15 voti, ma, il fatto che se il fine ultimo è il trionfo della democrazia, alla luce di uno scarto così piccolo su 13.000 voti, e di ciò che è accaduto la notte dello spoglio, un riconteggio era a mio avviso una scelta sensata per tutte le parti. Così ci rimette solo la democrazia”.
Il presidente della Renaissance annuncia di voler quindi continuare “a fare il mio dovere di consigliere di opposizione e certamente non starò mai zitto”. Poi un pensiero ai detrattori: “Non mi toccate neanche un po’, anzi mi confermate che c’ è tanto per cui lottare perché contro l’ ignoranza e la maleducazione bisogna lottare sempre!”

Per l’Uv “si conclude così una pagina difficile della politica valdostana e cittadina, segnata da dubbi ingiustificati sull’operato di chi, durante lo scrutinio, ha lavorato con correttezza, dedizione e senso delle istituzioni. È sempre spiacevole vedere messo in discussione il lavoro altrui: dagli scrutatori agli agenti della polizia locale, fino a tutti gli uffici coinvolti nelle operazioni di voto. Coloro che hanno operato a notte fonda lo hanno fatto con integrità, spirito di servizio e responsabilità, garantendo il regolare svolgimento delle elezioni”. Il Leone Rampante spera, quindi, che “questa vicenda resti un ricordo di una brutta pagina della politica cittadina, a dimostrazione che mettere in dubbio il lavoro degli altri non giova a nessuno. Meglio il silenzio, la dedizione e l’impegno concreto, al servizio della comunità, senza inutili polemiche o clamore”.

10 risposte

  1. Bene avanti così . La democrazia, checchè ne dica la sinistra, esiste . Anche perche i signori ora seduti in Comune , tutto fanno ( compreso aumentarsi gli stipendi e mettere fioriere e divieti di sosta ) che occuparsi della città .

  2. Bravi fino alla fine!
    Come hanno fatto i pseudoautonomisti con il seggio della Machet.
    Forza Giovanni

  3. Ben fatto!!!
    E speriamo che al Consiglio di Stato siano più coraggiosi del TAR Vda, le cui motivazioni contenute nella sentenza del 29 gennaio lasciano veramente tutti i dubbi sul tavolo.
    Un bel riconteggio, fatto con correttezza, e ci togliamo il pensiero, tutti quanti.

  4. Se sono “dubbi ingiustificati” se l’operato è stato svolto “con integrità, spirito di servizio e responsabilità, garantendo il regolare svolgimento delle elezioni” e c’è un divario di solo 15 voti, perché non avere l’onestà di fugare ogni dubbio e proporre un riconteggio? Perché arroccarsi al potere allontanando anche quella minoranza che ancora si reca alle elezioni? Questa arroganza e chiusura di chi siede al comune di Aosta e rappresenta una percentuale di cittadini minima (22%) costituisce davvero una “brutta pagina della politica cittadina”.

  5. Quindi riassumendo: a livello amministrativo durante il ballottaggio basta un segno anche accidentale sulla scheda per annullarla, non si possono contestare i verbali di scrutinio se non si asssocia su di esso una querela/denuncia penale di falso in atto pubblico (quindi in presenza di un’indagine penale al riguardo da parte della Procura di Aosta), che gli elementi raccolti sul pasticcio successo nella sezione Excenex non sono sufficienti per il Tribunale amminsitrativo per contestare l’eventuale presenza di brogli, soprattuto se verbale non indica nulla a riguardo. Quindi il TAR non può a livello amministrativo condere il riconteggio dei voti ai ricorrenti senza un procedura di indagine penale parallela al ricorso. Ergo, la coalizione Giradini-Furci ha sbagliato nel limitarsi a fare il semplice ricorso al TAR senza avere in mano anche una denuncia alla Procura di Aosta sulla questione: e visto che non l’hanno fatta è probabile che gli elementi raccolti non era sufficienti per ottenere l’intervento della Procura. Intanto si scopre che molto probabilmente Girardini ha perso per 7-8 voti, non per 15, quindi in distacco ancora più ridicolo. Peccato che non si siano fugati tutti i dubbi con il riconteggio totale dei voti per chiudere la questione una volta per tutte senza alcun ragionevole dubbio: con i documenti depositati nel ricorso il TAR non ha elementi amministrativi per poterlo autorizzare, fine. E pace se questa sentenza da sensazioni di vergogna e di antidemocrazia: gli atti amministrativi se ne fregano delle senzazioni della gente comune, pura e fredda carta bollata. Però a tutti quelli che contestano questa decisione fate mente locale: come mai Forza Italia, il partito più votato della coalizione Giradini-Furci, è l’unico partito della coalizione che non ha sostenuto il deposito del ricorso al TAR da parte del loro candidato sindaco? All’inizio pensavo fosse per quella decisione di FI di formare un goeverno con l’UV, e quindi non volevano irritare i loro “nuovi amici” con un ricorso contro il risultato delle elezioni del Comune di Aosta. Ora ho quasi un certezza: Forza Italia che il ricorso al TAR da parte di Girardini finiva con un nulla cosmico, e quindi non volevano fare un figuraccia giudiziaria. Intanto sono parole al vento: il ricorso è respinto, Rocco è il Sindaco di Aosta fino al 2030, stop. Un solo consiglio a tutti i signori delle lamentele di Aosta: nel 2030 andate tutti a votare per ribaltare il sistema politco e non state dalle parti dei cittadini astensionisti, avete sprecato l’occasione e ora vi tocca ritentare tra 5 anni. Ogni voto conta, ogni non voto vi si ritorce contro.

  6. sono sollavata, lasciare la città in mano alla destra sarebbe stato imbarazzante e pericoloso, bene così!!

  7. Giovanni Girardini che contesta “ignoranza e maleducazione”. Proprio lui! È proprio vero che chi più ne fa, meno se ne vergogna…

  8. C erano dubbi ?!?!
    Bene adesso x ogni problema scrivete pure al sindaco ( che nn ha più la mail personale come l ex Nuti che x dovere di cronaca rispondeva e soprattutto risolve a sempre ) tanto nn vi risponde nemmeno. Troppa fatica .

  9. Ingiustizia è fatta!
    È vergognoso e antidemocratico che con uno scarto così ridotto e molti dubbi non ci sia un riconteggio!
    Con un po’ di dignità avrebbe dovuto chiederlo la maggioranza, ma preferisce aumentarsi lo stipendio e arroccarsi con tracotanza su quanto conquistato…tutto ovviamente “per il bene della città”…sono sempre più lontani dalla gente!

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