Il Tribunale di Aosta, presieduto da Carlomaria Garbellotto (giudici a latere Marco Tornatore e Anna Bonfio) ha assolto questa mattina, mercoledì 25 novembre, Natale Santoro, di 32 anni, di Palermo, accusato di aver partecipato, assieme a due complici, alla rapina alla Banca di credito cooperativo valdostana di Charvensod, il 23 ottobre del 2006.
Il pm Pasquale Longarini aveva chiesto una pena di 3 anni e otto mesi. Per la difesa, non c’erano prove che potessero dimostrare la colpevolezza di Santoro. "Per il pm si è trattato di un processo indiziario – spiega l’avvocato di Santoro, Luciano Paciello del foro di Torino, al collegio giudicante, durante la sua requisitoria – secondo questa difesa, non solo non vi è la prova diretta, ma anche quella indiretta. Gli indizi portati a dibattimento sono solo ipotesi investigative. Questo processo si è basato soprattutto sulle dichiarazioni dell’ispettore della squadra mobile di Palermo, nulla di più. Il rapinatore era a volto coperto, e il mio assistito non è stato riconosciuto dai testi sentiti in aula’’.
Oltre a Natale Santoro erano stati arrestati anche Giuseppe Bruno, 38 anni Tarantino, 32 anni, entrambi di Palermo. I due hanno già patteggiato la pena: il primo ha patteggiato in continuazione 1 anno e 8 mesi, per il secondo, invece, due anni e 10 mesi. In aula sono stati sentiti anche gli agenti della squadra mobile che hanno svolto le indagini, sia quelli di Aosta che i colleghi di Palermo.
Gli investigatori sono arrivati a Santoro tramite le intercettazioni telefoniche e l'imputato è stato riconosciuto anche dagli agenti della mobile di Palermo tramite i fotogrammi delle telecamere a circuito chiuso della banca. Secondo gli investigatori a smascherare Santoro era stata anche una telefonata effettuata dalla Valle d'Aosta, pochi minuti dopo la rapina, dall’utenza di Bruno, al fratello che si trovava a Palermo. Circostanza che per i giudici non è stata sufficiente per la condanna.
