Caveri e Bresso nominati commissari straordinari per l’emergenza maltempo in Valle e Piemonte

Spetterà a loro liquidare i danni cagionati dall'ondata di maltempo che ha interessato le due regioni il 29 e 30 maggio scorsi. Dovranno inoltre accertare i danni e adottare tutte le iniziative volte a rimuovere situazioni di pericolo.
Luciano Caveri e Mercedes Bresso
Cronaca
Saranno Luciano Caveri e Mercedes Bresso, presidenti delle regioni Valle d’Aosta e Piemonte, a liquidare i danni cagionati dall’ondata di maltempo che ha interessato le due regioni nei giorni scorsi causando danni ingenti. Il Consiglio dei Ministri dopo aver decretato lo stato di emergenza ha messo a disposizione 5 milioni di euro. Caveri e Bresso, in base ad un’ordinanza, saranno i due commissari straordinari nominati dal Governo per l’emergenza secondo quanto comunicato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Guido Bertolaso, intervenuto ieri alla Camera nel dibattito sull’ondata di maltempo che ha interessato Piemonte e Valle d’Aosta il 29 e 30 maggio.
La maggior parte del denaro messo a disposizione per i primi interventi straordinari, prelevato dal fondo a disposizione della Protezione Civile, andrà alla Regione Piemonte che ha avuto i danni maggiori e dove sono morte quattro persone. Secondo una prima stima fatta nei giorni scorsi e comunicata nel Consiglio regionale dal presidente Bresso, al Piemonte, solo per la parte pubblica, serviranno trecento milioni di euro. Sullo stesso fronte in Valle la stima dei danni, annunciata qualche giorno fa dal presidente Caveri, è pari a 35 milioni di euro, senza contare però quelli subiti da aziende e privati. In Valle gli interventi urgenti richiedono un investimento di 7 milioni di euro.

Il denaro messo a disposizione servirà per i contributi previsti per impianti e macchinari danneggiati, per le merci rese inutilizzabili, per il danno economico legato alla sospensione di una attività e ancora per assegnare contributi ai proprietari di beni mobili che sono andati danneggiati o distrutti, e rifondere in parte i costi di trasloco o di deposito sopportati dagli abitanti di immobili che sono stati sgomberati. Inoltre, i due commissari potranno assegnare contributi per la sistemazione dei nuclei familiari la cui abitazione sia stata del tutto o in parte distrutta, o abbia dovuto essere evacuata. Potranno infine predisporre interventi economici per la riparazione di attività agricole e zootecniche. I due commissari avranno ora il compito di accertare i danni e di adottare tutte le iniziative volte a rimuovere situazioni di pericolo, nonché ad assicurare l'indispensabile assistenza alle popolazioni colpite.

Bertolaso ha poi evidenziato, dal punto di vista della prevenzione e manutenzione dei territori che bisogna agire non in modo occasionale, soprattutto in Piemonte e Valle d'Aosta, dove il rischio di pericolosità frane, dissesti e alluvioni, in base ai dati delle Autorità di Bacino, è per l'87% dei comuni del Piemonte e il 100% di quelli della Valle d'Aosta elevata o molto elevata, contro una media nazionale dell'80%.
"Per mitigare i danni ed evitare vittime – ha detto Bertolaso – occorre continuare a intraprendere e finanziare sistematicamente e non in modo occasionale programmi di manutenzione ordinaria. L'investimento è tanto più necessario, considerando il fatto che l'investimento italiano nella difesa del suolo è calato in vent'anni dalle migliaia alle centinaia di milioni di euro”.

Di azione “congiunta, sistematica e non occasionale, per completare gli interventi da tempo in programma e procedere a quelli nuovi che già la Regione Valle d'Aosta ha indicato al Governo” ha parlato anche il deputato valdostano, Roberto Nicco, nel proprio intervento in aula nel dibattito sull'ondata di maltempo. Nel ricordare l’alluvione del 2000 e l’importante azione che ora riguarda la Centrale Unica del Soccorso attivata in Valle d’Aosta, Nicco ha, infine, evidenziato che "prevenire significa, in senso più generale, operare per mantenere la montagna viva, creare condizioni economiche e sociali affinché la popolazione rimanga sulla montagna, a presidio del territorio".

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