Champorcher, 23enne partorisce in casa e “vola” al Beauregard

La giovane aspettava il secondo figlio e, quando ha avvisato il 118 dell'inizio del travaglio, l'operatore si è reso conto che non avrebbe potuto raggiungere in tempo l'ospedale e ha deciso per l'invio dell'elicottero, ma il bimbo è nato prima.
Cronaca

Nato da nemmeno mezz'ora, è stato con tutta probabilità l'essere umano più piccolo di sempre ad aver volato su SA1, l'elicottero del soccorso valdostano. L'insolito "battesimo dell'aria" è avvenuto stamane, quando una 23enne di Champorcher, in attesa del suo secondo figlio, ha contattato il 118, segnalando i sintomi classici dell'inizio del travaglio.

L'operatore le ha chiesto, per capire esattamente la situazione, quale intervallo avessero le doglie. Quando si è sentito rispondere "5 minuti l'una dall'altra", diventati poco dopo due, ha capito non solo che la ragazza non sarebbe mai riuscita a raggiungere l'ospedale in tempo, ma anche che non c'era altro tempo da perdere: mancava davvero una manciata di attimi alla nascita.

E' stato così disposto il decollo immediato dell'AW139 della Protezione civile, con a bordo il team medico, guidato oggi dall'anestesista Silvia Roero. L'elicottero è decollato dal "Gex" attorno alle 12.15 e, mentre stava atterrando nei dintorni dell'abitazione della donna, che risiede con la sua famiglia in frazione Grand Rosier, la casa si è riempita del pianto del piccolo, venuto al mondo proprio mentre i soccorritori stavano per entrare.

Il medico, a quel punto, ha valutato le condizioni del bambino e della mamma, giudicandole buone. Il parto è stato privo di complicanze. Si è così deciso, come per le gravidanze che si concludono classicamente in reparto, di condurre la ragazza e il bebé al Beauregard, dove resteranno per i primi giorni di vita del piccolo e poi potranno tornare a casa. A quel punto, mamma e bimbo, dopo un'esperienza intensa come quella dell'essersi guardati l'un l'altra dopo il parto, ne hanno vissuta un'altra ugualmente emozionante: volare assieme in elicottero, verso l'aeroporto e da lì, dopo un nuovo controllo sanitario, raggiungere in ambulanza l'ospedale.

Dalla Centrale unica del Soccorso spiegano che "non si tratta del primo caso del genere". In fondo, quante delle nostre nonne, nella Valle d'Aosta della metà del secolo scorso, hanno partorito tra le mura domestiche? Tuttavia, sarà il clima natalizio, sarà che notizie del genere riportano all'essenza stessa della vita, ma è bello pensare che alla domanda "chi mi ha portato sulla Terra?" del bimbo, una volta cresciuto, i genitori avranno gioco facile nel rispondere "una cicogna". Ometteranno che la sua livrea era d'acciaio, che aveva l'ala rotante e pesava oltre seimila chili, ma sempre una cicogna era.

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