Contributi della Regione all’Arev, stamane l’udienza alla Corte dei Conti

Dinanzi alla Sezione giurisdizionale della magistratura contabile, gli avvocati dei tredici politici chiamati a giudizio, per un presunto danno erariale da quasi 4 milioni di euro, hanno seguito linee difensive differenziate.
Bovine al pascolo.
Cronaca

Linee difensive differenziate, a seconda della Giunta regionale di appartenenza. Sono emerse nella mattinata di oggi, mercoledì 26 marzo, durante l’udienza dinanzi alla Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Valle d’Aosta, in cui la Procura contabile ha contestato un danno erariale da quasi 4 milioni di euro nei contributi a fondo perduto erogati nel 2018 dalla Regione all’Association Régionale des Eleveurs Valdôtains.

Per l’accusa, le due delibere di Giunta approvate da tredici amministratori regionali e curate da tre dirigenti hanno rappresentato non il sostenuto “rimborso di costi relativi all’organizzazione di mostre, rassegne, concorsi e fiere”, ma “un sostegno economico diretto in denaro” all’Arev, non previsto dal regolamento UE del 2014 sulla compatibilità con il mercato interno di alcune categorie di aiuti nel settore agricolo e forestale.

In sostanza, secondo la Procura contabile, le Giunte presiedute da Laurent Viérin (con la delibera del 3 aprile 2018, per 1,8 milioni di euro) e quella guidata da Nicoletta Spelgatti (con l’atto del 30 ottobre dello stesso anno, da 2,2 milioni di euro) avrebbero concesso illegalmente degli aiuti di Stato, con l’erogazione di somme che sarebbe potuta avvenire “solo a seguito di una espressa decisione della Commissione europea” sulla loro rispondenza alle normative comunitarie.

In giudizio sono chiamati gli allora presidenti Laurent Viérin e Nicoletta Spelgatti, con contestazioni rispettivamente da 211mila e 394mila euro, nonché gli assessori dell’epoca Elso Gerandin (390mila), Stefano Aggravi, Claudio Restano e Paolo Sammaritani (384mila euro ognuno); Alessandro Nogara, Renzo Testolin, Emily Rini, Mauro Baccega e Aurelio Marguerettaz (204mila euro a testa); Jean-Pierre Guichardaz e Luigi Bertschy (194.500 euro ciascuno).

Una parte di danno è poi ipotizzata nei confronti di due ex coordinatori del Dipartimento Agricoltura (381mila euro complessivi) e dell’allora capo del Dipartimento bilancio dell’Assessorato alle finanze (63mila euro). Nell’udienza di stamattina, caratterizzata dalla discussione “semplificata” rispetto ad atti già depositati da Procura e difese, gli avvocati degli appartenenti all’allora giunta Viérin hanno sollevato l’avvenuta prescrizione delle contestazioni.

Uno dei legali, inoltre, ha richiesto la trasmissione degli atti alla Commissione europea, con la formulazione di quesiti articolati (oltre ad alcuni, in via principale, anche altri in subordine) sulle misure adottate dall’amministrazione regionale. Quanto ai difensori degli appartenenti all’Esecutivo Spelgatti, i temi difensivi hanno riguardato in prevalenza che la delibera adottata avesse ad oggetto semplicemente lo stanziamento della somma, con la spesa condizionata all’effettuazione di controlli successivi.

Quello relativo alle deliberazioni del 2018 è il primo fascicolo della Procura contabile ad essere approdato in giudizio (le indagini della Guardia di finanza avevano riguardato il periodo 2017-2020, ma il primo anno era stato archiviato per intervenuta prescrizione e quellii successivi al giudizio odierno sono ancora da definire). Dopo l’udienza di stamane, la sentenza è attesa prossimamente.

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