Cronaca

Ultima modifica: 17 Aprile 2019 19:11

Corruzione elettorale: Avati a processo con l’abbreviato

Aosta - L’udienza è stata fissata per il prossimo 1° luglio. Il Gup Davide Paladino, accogliendo un’eccezione degli avvocati Fanizzi e Margueret, ha dichiarato inutilizzabili le intercettazioni telefoniche, perché disposte in altro procedimento.

Domenico Avati

Sarà giudicato con il rito abbreviato il 53enne Domenico Avati, dipendente del Casinò de la Vallée imputato di corruzione elettorale. Tramite gli avvocati che lo assistono, Corinne Margueret ed Alessandra Fanizzi, lo ha chiesto (ed ottenuto) nell’udienza preliminare svoltasi nella mattinata di oggi, mercoledì 17 aprile, dinanzi al Gup Davide Paladino. L’accusa è relativa alle ultime elezioni regionali, quelle del 2018, in cui Avati era candidato nella lista dell’Union Valdôtaine e si è piazzato terzo escluso, con 815 preferenze.

I difensori dell’imputato hanno altresì presentato una eccezione per dichiarare inutilizzabili le intercettazioni telefoniche prodotte dalla Procura, perché disposte nell’ambito di un altro procedimento penale. Il giudice l’ha accolta e quelle conversazioni non finiranno, pertanto, nel fascicolo processuale. L’udienza è stata rinviata al prossimo 1° luglio, quando prenderà il via la discussione tra le parti.

Secondo gli inquirenti (ad indagare sono stati i Carabinieri della Compagnia di Saint-Vincent/Châtillon, coordinati dal pm Luca Ceccanti), nel periodo della competizione elettorele, Avati avrebbe esercitato pressioni, ed effettuato promesse di vantaggi legati a future assunzioni o progressioni di carriera per ottenere voti, ad una serie di dipendenti della Casa da gioco non identificati. All’indomani delle elezioni, i militari avevano anche perquisito il domicilio e il luogo di lavoro del 53enne, prelevando rubriche, appunti e materiale informatico.

Intercettando i colloqui tra altre persone, i militari avevano anche ricavato la terna oggetto delle pressioni formata, oltre che da Avati, dall’ex presidente della Regione Augusto Rollandin e dall’attuale assessore alla Sanità Mauro Baccega. Il “binomio” tra “Mimmo” Avati e il Casinò era emerso come “meritevole di approfondimento” investigativo nell’ambito dell’inchiesta che ha condotto alle condanne per corruzione di Rollandin, dell’imprenditore Gerardo Cuomo e dell’ex manager Gabriele Accornero.

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