Cronaca di Redazione AostaSera |

Ultima modifica: 8 Giugno 2021 14:40

Favi smaltiti illecitamente, la discarica di Brissogne invasa dalle api

I fatti risalgono alla scorsa settimana. Le api provenienti dagli apiari dei Comuni circostanti, sono state attratte dal miele contenuto nei favi. Favi all'analisi dell'Istituto zooprofilattico per una valutazione dell’eventuale contagiosità.

invasione api Brissogneinvasione api Brissogne

Sembra esserci lo smaltimento illecito di favi, provenienti da alveari ammalati, all’origine dell’invasione di api  alla discarica di Brissogne.  I fatti risalgono alla scorsa settimana. Le api provenienti dagli apiari dei Comuni circostanti, sono state attratte dal miele contenuto nei favi.

Sul posto sono prontamente intervenuti il tecnico dell’Assessorato Agricoltura e Risorse naturali, il veterinario del Dipartimento di Prevenzione, S.C. Igiene Allevamenti dell’Ausl e il personale dei Vigili del fuoco, che, di comune accordo, non potendo incenerire i favi abbandonati, hanno provveduto a bonificare l’area facendoli interrare in discarica.

invasione api Brissogne
invasione api Brissogne

Alcuni campioni di favi sono attualmente all’analisi dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta per una valutazione dell’eventuale contagiosità.

“Qualora fosse rilevata la presenza di patologie, esiste il grave rischio di diffusione di un’infezione negli alveari dei comuni limitrofi. – spiega una nota –  Si invitano pertanto gli apicoltori interessati a prestare la massima attenzione alla salubrità dei propri alveari, verificando se appaiono sintomi di malattie”.

Per riuscire a circoscrivere e limitare il diffondersi di infezioni, gli apicoltori devono contattare con tempestività l’Ufficio apicoltura dell’Assessorato (tel. 0165/275298) o il veterinario referente per l’apicoltura del Dipartimento Prevenzione dell’Ausl, (tel. 335/08725013).

In base ad un’ordinanza del Presidente della Regione è severamente vietato l’abbandono di arnie, favi e altro materiale apistico, in quanto possibile fonte di contagio e disturbo per gli alveari presenti in zona, che tale comportamento è sanzionabile e che possono anche ricorrere i presupposti per l’applicazione di norme penali per la diffusione di epidemie.

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