Fisanotti rinviato a giudizio “Sarò in aula di fronte ai testimoni per dimostrare ma mia innocenza”.

Rinviato a giudizio Gian Franco Fisanotti, difeso dall'avvocato Filippo Vaccino del foro di Aosta. Il 20 febbraio prossimo, dovrà comparire davanti al giudice Marco Tornatore. Fisanotti "convinto di poter assolutamente dimostrare la mia innocenza".
Gianfranco Fisanotti
Cronaca
Con l’accusa di diffamazione continuata e aggravata, di concorso in autocalunnia e di detenzione abusiva di armi, il gup di Aosta, Eugenio Gramola, questa mattina, mercoledì 30 luglio, ha rinviato a giudizio Gian Franco Fisanotti, 62 anni di Aosta. Fisanotti, difeso dall’avvocato Filippo Vaccino del foro di Aosta, il 20 febbraio prossimo, dovrà comparire davanti al giudicie Marco Tornatore. Nel procedimento, l’ex presidente della Giunta regionale Luciano Caveri e la moglie Nora Martinet, difesi dall’avvocato Sergio Badellino, si sono costituiti parte civile. "E’ stata una vicenda lunga e dolorosa – commenta Luciano Caveri – che lascia tutti esterefatti".
Nei  guai era finito anche il giornalista de "Il Corsivo" Patrizio Gabetti, 44 anni di Aosta. Gabetti, ha scelto di chiudere il suo debito con la giustizia, patteggiando sei mesi convertiti in 6840 euro, per l’accusa di autocalunnia.
I fatti risalgono all’aprile scorso, quando le indagini svolte dagli uomini della Digos avevano portato alla luce un piano in cui Gabetti si attribuiva la paternià degli esposti anonimi diffamatori, per cui Fisanotti era stato condannato a sei mesi in primo grado, mandando alla procura di Torino, una lettera in cui si autodenunciava. Durante le indagini, sono emerse prove di varie diffamazioni nei confronti del presidente Caveri e di sua moglie Nora Martinet, iniziate nel 2003. Gli agenti della Digos hanno sequestrato numeroso materiale, oltre a tre computer, e sentito numerosi testimoni. Dalle indagini è emerso che Fisanotti sarebbe l'autore anche di alcune lettere anonime, arrivate nei mesi scorsi a Luciano Caveri e a sua moglie, oltre che di alcuni commenti, diffamatori, apparsi su alcuni blog. Accuse, sempre duramente respinte da Fisanotti.
"Ho appreso con sollievo la notizia del rinvio a giudizio – commenta Fisanotti – quel giorno sarò presente in aula. Ho scelto di rifiutare i riti alternativi chiedendo di essere giudicato in pubblica udienza e alla presenza dei testimoni, convinto di poter assolutamente dimostrare la mia innocenza".
Intanto, Fisanotti si è opposto all’archiviazione della querela per diffamazione, che lui stesso aveva presentato nei confronti di Luciano Caveri e del giornalista pubblicista Angelo Musumarra. La querela era partita all’indomani della sentenza di primo grado, in cui Fisanotti, era stato condannato a sei mesi per diffamazione. Fisanotti aveva trovato offensivo, che Caveri, nel commentare la sentenza, avesse utilizzato il termine "il corvo" e che Musumarra, in una sua intervista a Caveri stesso, avesse "superato il limite del semplice commento". L’ex presidente Aiat di Aosta aveva così sporto querela. Il pm Luca Fadda ha però archiviato tutte le accuse. Ora, il decreto di opposizione alla querela, presentato dal difensore di Fisanotti, sarà discusso il 3 ottobre prossimo.

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