La Valle d’Aosta potrebbe essere la prima regione italiana a non avere un giudice di pace già a partire dal primo gennaio del prossimo anno. “Siamo di fronte a una situazione disastrosa: viene penalizzato il livello di giustizia più immediato, più vicino al cittadino” denuncia il presidente del Tribunale di Aosta, Massimo Scuffi.
In sintesi il paradosso è questo: nel capoluogo c’è un solo giudice di pace che andrà in ‘pensione’ a settembre. Nel frattempo sarà sostituito da quello di Donnas che, però, cesserà l’incarico alla fine dell’anno. Impossibile sostituirli perché il concorso è stato impugnato e dunque non si può procedere alle nomine. “Ci sono tre persone in graduatoria che avrebbero i titoli per operare in Valle, compresa la conoscenza del francese, ma la situazione è bloccata” spiega il procuratore capo Marilinda Mineccia.
Al momento ci sono circa 1.800 cause pendenti che diventeranno molte di più da qui alla fine dell’anno. Dal 2012 potrebbe scoppiare il caos perché non ci sarà nemmeno più un giudice di pace rispetto ai sei previsti dalla pianta organica per la nostra regione. “La gente può tollerare una giustizia lenta – dice Scuffi, evidentemente accalorato dalla situazione urgente – ma è intollerabile l’assenza di giustizia”. “Si pensi alle cause che riguardano piccoli incidenti o controversie di questo genere – sottolinea Mineccia – le assicurazioni non pagano se prima non è chiaro l’orientamento del giudice. Ci saranno gravi e immediati effetti su moltissimi cittadini”.
Trovare una soluzione non è semplice. “Facciamo appello al Parlamento perché si sblocchi in qualche modo questa situazione”, dicono Scuffi e Mineccia. L’altra strada ipotizzata dal presidente del Tribunale di Aosta si attacca a un cavillo del decreto luogotenenziale 232 del 1945, provvedimento approvato per far fronte ai problemi di organico della giustizia nell’immediato dopoguerra: derogare alla legge prevedendo giudici supplenti provenienti dallo stesso distretto, cioè dal Piemonte.
Una situazione non molto diversa si vive anche a Palazzo di giustizia. Rispetto ai quattro vice procuratori onorari in forza ad Aosta, soltanto uno svolge servizio a tempo pieno, ma terminerà l’incarico scade a dicembre. “Dobbiamo far fronte a un volume di circa 5mila notizie di reato – dice Mineccia – e chiediamo di poter prorogare questo incarico”.

