In merito all’inchiesta, nei giorni scorsi l’Assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Isabellon, aveva espresso in una nota la solidarietà “alla stragrande maggioranza di coloro che, nel rispetto delle norme, operano nel campo agricolo valdostano, nonché a rassicurare i cittadini, come già evidenziato dalla Procura della Repubblica di Aosta, che non esistono motivi di preoccupazione per la salute pubblica”. E aveva aggiunto: “Per ciò che concerne il sistema dei contributi comunitari, statali e regionali a sostegno dell’agricoltura tengo a sottolineare che questo è soggetto a precise normative e al costante monitoraggio da parte degli uffici. Come ho già avuto modo di ricordare in questo caso è più che mai attuale il detto secondo il quale fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce. Se esistono irregolarità – conclude Isabellon – è giusto che queste vengano allo scoperto, ma auspico fortemente che l’opinione pubblica comprenda che il nostro settore agricolo è sano e il nostro prodotto di punta, la Fontina, è e resta un prodotto di eccellenza e qualità".
Il polverone che è stato sollevato dai cinque filoni di indagine che hanno portato all’iscrizione di 69 persone nel registro degli indagati, avrà le sue ripercussioni anche sull’Arev. In settimana, come scritto questa mattina sul settimanale “Gazzetta Matin” ci sarà una riunione dell’Associazione e a tema ci sarà la decapitazione dei vertici.



