Issogne, 26 agnelli e 2 pecore uccisi dai lupi

L'attacco è avvenuto nella notte in località Mure, a una ventina di metri dalle case e da una stalla. Diversi anche gli animali feriti.
Gli animali uccisi a Issogne
Cronaca

Anche i lupi hanno avuto il loro cenone di Capodanno. A Issogne nella notte sono stati uccisi 26 agnelli e 2 pecore di proprietà di Marino Heresaz di Verrès. L’attacco è avvenuto in località Mure, a una ventina di metri dalle case e da una stalla.

“Stamattina sono andato a controllare gli animali – racconta Marino Heresaz – e ho avuto la brutta sorpresa”. Il gregge, 150 pecore e 90 agnelli era custodito dentro un recinto. “Oltre agli animali morti, ve ne sono alcuni feriti che difficilmente guariranno”.

Gli animali, come racconta il proprietario, erano stati spostati a Issogne nei giorni scorsi. “L’attacco secondo me è avvenuto prima della mezzanotte da parte di un branco. Poi con i botti i lupi si sono spaventati e non hanno finito l’opera”.

Sul posto è intervenuto il Corpo forestale per gli accertamenti del caso.

Il danno non è solo economico. “Le madri che hanno perso i propri agnelli continuano a piangere, perché devono allattarli. Anche questo è ora un problema perché sono pecore difficili da mungere”.

“Così non si può andare avanti  – si sfoga Heresaz  – ci vogliono far smettere di lavorare. Già dormiamo poche ore e ora dobbiamo pure stare in allerta per proteggere gli animali”. L’allevatore contesta, quindi, la soluzione del cane da guardiania contro gli attacchi dei lupi. “Quei cani non vanno bene, perché se un bambino si avvicina a guardare le pecore rischia di esser morso”.

L'attacco dei lupi ad Issogne
L’attacco dei lupi ad Issogne

0 risposte

  1. Ma come fa lei a dire certe idiozie a me hanno ammazzato 5capre la settimana prima a 500 metri da quella mattanza provato dalla forestale medesima che si tratta di lupi mi pare visto che lei abita a Champorcher e purtroppo avete il problema anche voi del lupo si tolga le bende dagli occhi e non attribuisca la mattanza a un Pitbull

  2. Ai veri pastori questo non capita. Non si lasciano gli animali incustoditi. Ho parlato con pastori a tempo pieno della Val Maira e per loro i lupi non sono un problema, perdono capi soli per negligenza o dimenticanza. hanno più perdite dovute a morso di vipera.

  3. Se anche in Valle d’Aosta ( come In Abruzzo) si eseguisse l’esame del dna sulle carcasse e venissero resi noti i risultati si eviterebbero tante sciocchezze da una parte e dall’altra e si avrebbe una migliore conoscenza del fenomeno per affrontarlo in modo adeguato

  4. Pare accertato che non si sia trattato di lupi ma di Un cane di un privato, di Verres, probabilmente un Pitt bull. Cosi si dice.

  5. che vergogna leggere certe affermazioni, ma chi sono, e poi, per uccidere 26 capi….quanti erano nel branco? 300? ma fatemi il piacere…la colpa di tutto questo è da accreditare ad altri, forse agli allevatori stessi e agli infami cacciatori…vergognatevi

  6. Sono letteralmente sconvolto. Un allevatore vede i propri animali fatti a pezzi durante la notte e deve pure essere accusato di avere non so quale ritorno economico? Ma di cosa stiamo parlando? Siamo nell’ epoca dei tuttologi, che da una comoda poltrona ed un buon documentario sul lupo canadese sanno spiegare a chi dovrebbe vivere di allevamento come difendere i propri animali. Il lupo va difeso, ma negarne l’ esistenza porta solo i lavoratori all’ esasperazione e ad inasprire il conflitto. Non sono un ingegnere e non sputo sentenze sul crollo del ponte di Genova, gradirei lo stesso rispetto verso allevatori che sanno fare il proprio mestiere e si trovano a fronteggiare un predatore che, a differenza di quanto possano sostenere pochi ignoranti, non conosciamo. Il lupo è un intelligente opportunista e va studiato in funzione dell’ ambiente in cui vive. In zone popolate dall’ uomo e ricche di allevamenti, il lupo non esiste da secoli, quindi i libri sono ancora tutti da scrivere e le informazioni non le troveremo sui testi del lupo siberiano, ma su antichi scritti del nostro passato, tra storia e leggenda. Qualunque sentenza espressa ora in base a due foto su un articolo è pura ed avventata ignoranza

    1. Da volontario per la conservazione del lupo da oltre 40 anni sono d’accordo con lei che da poche foto non si può giudicare né tantomeno incolpare di azioni truffaldine l’allevatore che ha subito il danno. Detto questo, che siano stati lupi, cani o ibridi, urge attrezzarsi su tutto il territorio nazionale con reti elettrificate per il ricovero notturno e di adeguati cani da guardiania. Troppo spesso vedo pastori andare in giro con meticci di media taglia che non durerebbero un secondo contro il lupo. Il lupo è tornato e dobbiamo imparare a conviverci, perchè il tempo in cui si combatteva la natura è finito.

      1. A conferma di quanto scritto da Giordano Ricci riporto le considerazioni della titolare di un’azienda agricola abruzzese:
        ” Cerco di chiarire in risposta alle decine di commenti, cercando di spiegare una volta per tutte il nostro pensiero, che spesso abbiamo reso pubblico sulla nostra pagina: il Pastore (umano) teme sempre il lupo. Sempre. Perché si trova di fronte ad una macchina perfetta, forgiata da madre natura, da millenni. Una macchina fortissima, che con precisione chirurgica, approfitta della disattenzione del pastore uccidendo bestiame domestico.

        I CANI custodi difendono il gregge, insieme alle altre misure che prevengono gli attacchi, riducendone l impatto ai minimi termini.

        Noi abbiamo rispetto del lupo che ha sempre popolato queste montagne, e al tempo stesso amiamo le nostre pecore di una razza preziosa ed antica, ed intendiamo custodirle. I CANI divengono colleghi di lavoro, cui affidare le pecore in nostra assenza. Quindi sono colleghi preziosi che vanno a sopperire alle nostre mancanze, al nostro udito ed olfatto non così sottile, per capire se il lupo è in zona.

        Ovvio è che le perdite non potranno mai essere azzerate, ma ci si impegna affinché si riesca a lavorare con più serenità.

        A giorni affiancheremo un’altra cucciola alla nostra squadra di cani, in previsione di un aumento consistente delle nostre pecorelle con le nascite di femminucce di Sopravissana.”

  7. Vogliono aprire la caccia al lupo promuovendo loro la responsabilità di stragi non facenti parte della loro natura.Fatevi due domande:chi ha interessi a promuovere tutto questo ?
    Il proprietario del gregge sarà risarcito?Come sono tenuti i cani di guardia al gregge?
    Chissà i cani affamati e maltrattati possono pultroppo fare anche questo ma ricordiamoci il responsabile e sempre l’uomo. Grazie

  8. Un nuovo pretesto per poter aprire la caccia ai lupi,non capisco per quale motivo non fate informazione vera e costruttiva dovreste sapere quale sia la natura di questi esseri che attaccano e uccidono le loro prede solo per sfamarsi.Gli interessi sono ormai evidenti le testimonianze corrotte è davvero facile per alcuni manipolare con i maltrattamenti branchi di cani che nel posto giusto al momento giusto diventano aggressivi e mortali armi animali…Pensateci

  9. Non sembra proprio opera dei lupi, questi poveri agnelli hanno macchie di sangue dove è improbabile che il lupo azzanni. Inoltre, come mai gli agnelli non erano protetti?

  10. Gentile Dottoressa, già dal titolo il suo articolo individua i lupi come autori della strage di 26 agnelli. Ho provato a informarmi su episodi simili e ho appreso che il lupo uccide quasi solo per sfamarsi; la cosiddetta pratica dell’overkilling da parte dei lupi è assolutamente straordinaria. Un articolo di informazione credo non possa tacere altre ipotesi quale la biasimevole pratica di uccidere capi di bestiame per ottenere il risarcimento assicurativo (la cosiddetta polizza lupo) e, magari, anziché smaltire le carcasse, macellare gli animali per vendere sotto banco la carne (lucrando così due volte). Gli indizi si possono ricavare in casi analoghi (oltre che dalla mancata chiusura dei greggi in luogo sicuro e dalla assenza e reazione di adeguati cani da custodia del gregge) anche dal rapporto tra il periodo dell’anno distante dalla Pasqua (periodo in cui festeggiamo la Resurrezione facendo sterminio di esseri senzienti per rispettate la “tradizione”) e l’età dei capi di bestiame che li renderebbe troppo adulti affinché le loro carni possano essere ben vendute in periodo pasquale. Le scrivo ciò Dott. Savoye non certo per sollevare alcun dubbio sull’allevatore oggetto del Suo articolo, ma al fine di rappresentare diverse ipotesi di cui i lettori è opportuno che siano informati e per stimolare iniziative di giornalismo di inchiesta su tali episodi magari coinvolgendo anche il Dott. Orusa, Direttore dello Zooprofilattico valdostano. Colgo l’occasione per augurarLe un sereno e proficuo anno. Cordialmente. Fabrizio Cassella

    1. Tutta la mia stima per la risposta. È ora che si smetta di lucrare a discapito del lupo. Questo vale per allevatori e giornalisti.

    1. NON CI CREDO NEANCHE SE LO VEDO, MA COSA STA DICENDO QUESTO TIZIO? MA NON SI VERGOGNA, SPUTA SENTENZE E ACCUSE A VANVERA.

    2. A venti metri era impossibile non sentire i belati di così tanti animali impauriti. Anche a me pare strano che non si sia potuto fare niente.

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