Iniziato il processo al ladro arrestato ad Arnad dopo le botte dei cittadini

Zef Lleshaj, irreperibile dopo essere fuggito dai domiciliari in una comunità, è accusato di furto in abitazione. Oggi, venerdì 13 marzo, sentita in aula la testimonianza di uno dei carabinieri intervenuti.
Processo ladro Arnad
Cronaca

“Due persone cercavano di scappare, erano scese anche nel greto di un fiume in secca. I colleghi di Donnas li cercavano nel greto, noi abbiamo continuato sulla riva”. Così ha inizio, nel racconto di un vicebrigadiere dei carabinieri della stazione di Gressoney-Saint-Jean, l’intervento dello scorso 5 dicembre seguito ad un furto in abitazione ad Arnad, culminato nell’arresto di Zef Lleshaj, 42enne albanese bloccato e picchiato da alcuni cittadini del paese ed ora a processo per furto.

L’imputato è assente perché evaso dagli arresti domiciliari in una comunità e resosi irreperibile. “Ad un certo punto – ha continuato il militare, parlando dinanzi al giudice monocratico Marco Tornatoreabbiamo sentito urlare ‘preso, preso’ e seguito le voci. Quando siamo arrivati lo stavano tenendo fermo e lui si divincolava tantissimo”. I militari ammanettano l’uomo, poi “nel bosco non era sicuro e arrivavano altri cittadini, quindi abbiamo pensato a mettere in sicurezza l’arrestato”.

Adosso a Lleshaj, i carabinieri (in una perquisizione iniziata sul posto, ma approfondita successivamente)  trovano la refurtiva (che includeva, tra l’altro, due orologi, cari bracciali, collane, 8 anelli, uno smartphone e un portafoglio con 500 euro in contanti) ed attrezzi da scasso.Individuato il proprietario, quanto sottratto è stato restituito.

Quel giorno, ha sottolineato il vicebrigadiere, “la centrale operativa aveva ricevuto già nel pomeriggio chiamate per furti consumati ad Arnad e aveva deciso di inviare più pattuglie” nell’area, quindi “eravamo andati in supporto ai colleghi di Donnas”. Nel rispondere alle domande del difensore dell’imputato, l’avvocato Carlo Alberto La Neve, il militare ha ribadito che “al nostro arrivo i cittadini che cercavano” i due fuggiaschi “erano una trentina”, alcuni avevano “bastoni, attrezzi di lavoro e mazze”.

Dopo averlo ammanettato, l’imputato “si lamentava del dolore, si divincolava parecchio. Aveva delle tracce di sangue sui guanti”. Sul momento, “non siamo riusciti a identificare i” cittadini “presenti, perché eravamo in inferiorità numerica rispetto alle persone e la nostra priorità era mettere in sicurezza l’arrestato”. Il processo continuerà il prossimo 28 aprile, per ascoltare altri testimoni.

E’ evaso il ladro arrestato ad Arnad dopo essere stato picchiato da alcuni cittadini

17 Febbraio 2026, ore 14.16

Immagine di archivio

Una decina di giorni fa aveva ottenuto gli arresti domiciliari in una comunità del Canavese, vigilati con braccialetto elettronico, ma è riuscito ad evadere e a rendersi irreperibile. Oggi, martedì 17 febbraio, si è aperto al Tribunale di Aosta il processo a carico di Zef Lleshaj, 42enne albanese accusato di furto in abitazione, che i Carabinieri avevano arrestato ad Arnad lo scorso 5 dicembre, dopo che alcuni cittadini lo avevano inseguito, bloccato e picchiato.

Il giudice monocratico Marco Tornatore, dato atto della condizione dell’imputato, ha aperto l’udienza, rinviandola al prossimo 13 marzo per sentire le vittime del furto e i carabinieri che hanno effettuato le indagini sui fatti. Quella sera, assieme a Lleshaj c’era un complice, che era riuscito a fuggire nella zona boscata non lontana dalle case. Nella ricostruzione investigativa, i ladri erano entrati nell’abitazione forzando una porta a zanzariera.

Arrestando l’imputato, i militari avevano recuperato la refurtiva che aveva con sé (poi restituita ai legittimi proprietari): 500 euro in contanti, dei gioielli e una borsa pregiata, per un valore complessivo stimato in cinquemila euro. Nell’inseguimento e nella colluttazione, Lleshaj aveva riportato delle lesioni. “Dai referti medici – spiega il suo difensore, l’avvocato torinese Carlo Alberto Neve – emerge chiaramente come sia stato colpito con un piccone, che gli ha provocato una ferita all’addome, profonda 20 centimetri, con la frattura del bacino”.

Dopo un ricovero iniziale, all’arrestato era stata formulata una prognosi di 30 giorni (salvo complicazioni), quindi – sottolinea l’avvocato – procedibile d’ufficio, anche in assenza dell’arrestato (e della sua querela). Per questo, preannuncia il legale, “sarà un dibattimento interessante”, considerando che quella sera “c’era una vera e propria ronda, che si era creata a seguito di furti precedenti e si era alla ricerca della ‘giustizia fai da te’. La cosa brutta è che erano armati, chi di badile, chi di piccone. E sono arrivati, per fortuna, i carabinieri”.

Nelle prime dichiarazioni rese ai militari, prima di chiudersi nel silenzio e venire ricoverato, Lleshaj aveva raccontato di vivere in Albania e di essere in difficoltà per il sostentamento della famiglia, con due figli. Era così giunto in Italia, secondo il suo racconto, a Torino, dove in un locale era stato “arruolato” da un connazionale per i furti nelle abitazioni, con l’indicazione della zona della bassa valle. Aveva spiegato che le case da prendere di mira erano state individuate tra quelle senza luci accese all’interno. Gli accertamenti della Procura non erano giunti all’identificazione dei feritori dell’arrestato e l’irreperibilità dell’imputato è destinata ad incidere (in assenza di testimonianze e riscontri, da parte sua) sulla possibilità di ricostruire compiutamente l’accaduto.

Ladro sorpreso a rubare viene inseguito dai cittadini: arrestato, è ricoverato in ospedale

6 Dicembre 2025, ore 13.35

Carabinieri St Vincent
Carabinieri Saint-Vincent.

Sorpreso da alcuni cittadini dopo il furto in un’abitazione, nell’inseguimento e nella colluttazione che ne sono seguiti, è stato ferito con un oggetto a punta, probabilmente con un piccone. E’ accaduto nella serata di ieri, venerdì 5 dicembre, ad Arnad, ad un uomo di 40 anni, cittadino albanese. I carabinieri, giunti sul posto, lo hanno poi arrestato, con l’accusa di furto in abitazione.

Si trova ora ricoverato al “Parini”, dove i medici hanno giudicato i suoi traumi guaribili in 30 giorni. Ha riportato, tra l’altro, la frattura del bacino e la ferita al basso ventre derivante dall’uso dell’oggetto appuntito. Nell’arrestarlo, i militari hanno recuperato la refurtiva che aveva con sé: 500 euro in contanti, dei gioielli e una borsa pregiata, per un valore complessivo di cinquemila euro.

Un complice che era con lui è riuscito a fuggire nella zona boscata non lontana dalle case. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i ladri si erano introdotti nell’abitazione forzando una porta a zanzariera. Nello stesso paese, prima di quello che ha visto l’intervento dei cittadini, si era verificato un altro tentativo di furto.

Per la tarda mattinata di oggi erano in programma l’udienza di convalida dell’arresto, in videoconferenza (viste le condizioni del fermato). Difeso dell’avvocata Laura Marozzo, il 40enne si è avvalso della facoltà di non rispondere al giudice. Per ora – è la decisione del magistrato, nel convalidare l’arresto – resterà in ospedale e, quando le sue condizioni lo consentiranno, sarà trasferito in carcere in custodia cautelare. Il giudizio con rito direttissimo è stato fissato per il 19 dicembre prossimo. L’accusa è rappresentata dal pm Manlio D’Ambrosi.

Nel frattempo, le indagini dei carabinieri della compagnia di Châtillon/Saint-Vincent proseguono anche per chiarire gli esatti contorni dell’accaduto, nell’intento di identificare i feritori del ladro.

16 risposte

  1. Il ladro ristabilito e diventato uccel di bosco vorrà ritentare la fortuna nella sua cosiddetta “attività lavorativa” o si cercherà un lavoro vero?
    E le persone oneste dovranno di nuovo vivere nel terrore di essere derubate e assalite in casa?
    La cosa più probabile, e che mi auguro, è che stia tornando o sia già tornato a casa sua. Lì le cose le sbrigano in modo spiccio.

  2. Io mi auguro da una parte che il ladro si ristabilisca presto e che poi venga messo in carcere per scontare la sua pena e dall’altra che chi si è fatto giustizia da sé paghi ugualmente per quello che ha fatto considerata anche la sproporzione tra l’offesa e la difesa, che mai e poi mai si potrà considerare legittima ( il ladro infatti è stato inseguito, quindi non c’era un pericolo diretto all’incolumità della vittima del reato)

  3. Due idee.

    Per la popolazione: lasciate lavorare le forze dell’ordine. Beccare il singolo non risolve : bisogna colpire l’organizzazione.

    Per i ladri: il territorio non è adatto all’esercizio: vie di fuga limitate, popolazione attenta e un po’ nervosa.

    Per la polizia: stimolo ad intervenire in modo rapido, prima che qualcuno si faccia davvero male.

  4. Forze dell’ordine sottopagate e sotto organico, che rischiano quotidianamente e vedono vanificato il lavoro, perché i delinquenti restano impuniti o liberati subito.
    Cittadini senza difesa, impauriti e in balia di se stessi, che vedono a rischio il frutto del loro lavoro e talvolta dell’incolumità, ma con loro la legge diventa inflessibile.
    I delinquenti liberi di circolare, agire e anche chiedere risarcimenti…
    C’è qualcosa da cambiare in questo mondo un mondo alla rovescia!

    1. Visto che politici ed istituzioni non lo cambiano si arriverà alla rivoluzione del popolo….la storia insegna !

  5. Si, visto che è un lavoro redditizio, dovrebbero pagare le tasse e un’associazione contro gli infortuni sul lavoro.

  6. Liu’ le auguro vivamente di trovarsi una persona del genere in casa sua ….all improvviso e senza l aiuto di nessuno …. a quel punto lei cosa farebbe

  7. Direi di non farsi distrarre da queste notizie mentre i veri ladri sono coloro che ci stanno rubando la PACE.
    Allibita che non ci sia stata nessuna protesta al Grand Continent Summit, finanziato anche da soldi della nostra Regione.
    Ci stanno facendo fare la fine della rana 🐸 bollita: il fuoco lo stanno alzando adesso, per chi non l’avesse capito.
    Riguardo al ferimento del Signore di cui sopra mi chiedo se fosse necessario colpirlo compromettendo la sua capacità lavorativa oltreché la sua vita. Non è che ci stiamo imbarbarendo?

    1. Spero che non prendano mai chi è stato a fare del male a questo qui. Un ora fa è stato avvistato un altro sempre ad arnad a rubare o a tentare d farlo e ultimamente lo stanno facendo spesso e in tutti tanti paesi della bassa valle.. sarà mai possibile che i carabinieri in tutto sto tempo non facciano nulla?che nn sappiano nulla?spero che a sto giro e in questi casi chiudano due occhi se mai scoprissero chi ha mandato questo in ospedale….
      Sbagliato farsi giustizia ok cm ok tante cose però si è davvero stufi..
      Loro rubano picchiano e nn li viene fatto nulla e a v s sa il giro e o il giro d delinquenti quali siano,mi chiedo perché non si muovano a fare qualcosa.
      Bisogna forse fare anche noi qui un movimento come in Piemonte che fa le ronde e s aiuta da soli?sempre peggio e sarà brutto da dire e verrò criticata ma pace. Sarebbe ora di finirla con certa delinquenza…

        1. Ma mettetevi nei panni della forze dell ordine…..cosa volete che vi dicano ? Loro che rischiano la vita , l incolumità fisica , devono riempire moduli e modulini con stipendi non propriamente congrui e che se reagiscono ad un attacco vengono messi sotto indagine…ed il tutto con il rischio che dopo pochi giorni chi delinque è nuovamente a commettere reati …..secondo voi come possono sentirsi e cosa volete che pensano realmente nel privato…. chi delinque al posto di andare a rubare si cerchi un lavoro ….o rubare è diventato un mestiere dignitoso cara Maryam ?

    2. Concordo sul fatto che i veri ladri sono altrove e le Grand continent è una imbarazzante propaganda in mano di chi vuole e ha interessi nella guerra e nel riarmo, nella speculazione economica, negli interessi delle solite lobbies.
      Nella nostra regione tristemente non c’è chi contesta, ma politici che con i soldi dei contribuenti li sovvenzionano.
      Questo non vuol dire che la giustizia non debba perseguire anche questi ladri e tutelare i cittadini, che si sentono impauriti e abbandonati.

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