Molotov, emerge l’ipotesi di un gesto a sfondo politico

“E’ stato eseguito un decreto di perquisizione informatica dopo che erano emersi possibili collegamenti tra gli studenti e gli autori”, ha dichiarato il procuratore capo di Aosta, Marilinda Mineccia.
Unicredit Banca di corso Padre Lorenzo
Cronaca

Continuano le indagini della procura di Aosta sul lancio di molotov contro la filiale Unicredit di corso Padre Lorenzo, avvenuto nella notte tra il 7 e l’8 maggio scorsi. La mattina seguente il fatto, la Digos aveva perquisito le abitazioni di due giovani di età compresa tra i 19 e i 22 anni, residenti ad Aosta e dintorni, molto vicini al Collettivo studentesco valdostano. Una volta interrogati, ai due erano stati sequestrati i telefoni cellulari.

Giovedì scorso, dopo una nuova perquisizione, in cui è stato coinvolto un terzo studente, è stato sequestrato un altro cellulare. Secondo quanto dichiarato all’ANSA dal procuratore capo di Aosta, Marilinda Mineccia, i tre non sono comunque indagati. “Abbiamo sequestrato i telefoni di alcuni studenti per accertare eventuali collegamenti con altre persone – ha spiegato – ma dagli esami su telefonate e messaggi dei primi cellulari acquisiti non è emerso nulla, anche se resta ancora analizzare il traffico telefonico del terzo apparecchio”.

“E’ stato eseguito un decreto di perquisizione informatica dopo che erano emersi possibili collegamenti tra gli studenti e gli autori – ha concluso Mineccia – se troveremo delle conferme all’ipotesi di gesto a sfondo politico, allora cambierà l’ipotesi di reato e il fascicolo sarà trasmesso alla Dda di Torino”.

Per il momento però, come ipotesi di reato resta il danneggiamento aggravato e il porto-detenzione abusivi di esplosivo.

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