Potranno far rientro a casa domani, lunedì 5 maggio, i 90 abitanti del Villaggio di La Palud evacuati l’8 aprile scorso a seguito dell’allarme per la frana del Mont de la Saxe. Il Sindaco è pronto, come si legge in una nota, a revocare l’ordinanza riaprendo così la zona alla viabilità e permettendo agli operatori turistici della zona e della Val Ferret di dare avvio alla stagione.
La decisione è arrivata alla luce dei nuovi scenari stilati dagli esperti. La frana da diversi giorni infatti ha rallentato la sua corsa – al di sotto dei 10 mm/h – trovandosi quindi ora in equilibrio dinamico. "Una perturbazione di tale equilibrio – spiega una nota del Comune – può provocarne tuttavia una nuova accelerazione. Il fattore perturbatore principale è rappresentato da un nuovo apporto di acqua nel corpo di frana."
Secondo la struttura regionale competente in geologia per gli scenari relativi al volume da 8.300.000 metri cubi e al volume da 1.600.000 metri cubi, non si rilevano segnali strumentali di attività superiore al passato mentre per lo scenario relativo al volume da 645.000 i segnali indicano attenzione, ma non immediato pericolo. Infine per lo scenario da 430.000 metri cubi, quello che ha fatto scattare l’allarme ultimo, rimane la necessità di massima attenzione. In particolare secondo i geologi sono possibili isolati fenomeni di crollo con volumetrie anche dell’ordine di qualche decina di migliaia di m3 che però non andrebbero a superare l’alveo della Dora Baltea o il Piazzale Retegno, fatto salvo che per eventuali proiezioni di frammenti lapidei.
"In presenza di precipitazioni più intense o di un innalzamento della falda profonda – spiega ancora la nota del Comune – il comportamento potrebbe divenire più fluido e decisamente più rapido di quello osservato nelle ultime settimane, con la possibilità, del collasso dell’intero volume di 430.000 m3". Scenario che porterebbe alla riattivazione dello stato di allarme.
I tecnici hanno suddiviso l’area interessata in tre zone distinte, indentificate in ZONA1 (a rischio interessamento diretto), ZONA2 (a rischio isolamento) e ZONA 3 (a rischio esondazione).
Sulla base dei nuovi scenari di invasione, l’aggiornamento del Piano, prevede per ciascuna zona, a seconda dei livelli di criticità segnalati dalla Struttura Attività Geologiche della Regione, priorità e modalità di allertamento e/o di evacuazione diverse, che tengono anche conto della posizione dei vari edifici interessati
