Operazione “Shock”: bloccata attività di spaccio di droga tra giovanissimi, 3 valdostani coinvolti

L'operazione di polizia ha interessato anche Piemonte e Liguria. Bloccata la rete di spaccio nei locali notturni del Nord Ovest. Tre giovani valdostani arrestati questa mattina all'alba. L'operazione è il frutto della collaborazione tra questure.
Cronaca

Vendevano droga in numerose discoteche. Per spaccio di sostanze stupefacenti sono finiti in carcere: Beatrice Davisod, di 20 anni, residente a Jovençan, e Davide Giannini, di 19 anni, residente ad Aosta. Ai domiciliari si trova invece Alberto Longo, di 18 anni, di Aosta. Le accuse per tutti sono di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Una giovane, I.S., di Charvensod, è invece stata denunciata a piede libero.
La squadra mobile della Questura di Aosta ha eseguito questa mattina all’alba le tre ordinanze di custodia cautelare emesse dalla Procura della Repubblica presso la direzione distrettuale antimafia di Torino.
L'operazione, ribattezzata 'Shock', ha interessato varie province del Piemonte e della Liguria, oltre alla Valle d'Aosta, e riguarda attività di spaccio di sostanze stupefacenti (hashish, cocaina, ecstasy) tra giovanissimi. I giovani spacciatori vendevano la droga nei locali notturni del nord-ovest, tra questi, in un’occasione, lo spaccio è avvenuto anche al Pigalle di Aosta.Oltre ai tre giovani valdostani, sono finiti in manette altri 14 ragazzi, tre di questi minorenni. Sono tutti accusati di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
I tre giovani valdostani organizzavano serate, assieme a Vincenzo Nesci, di 20 anni, di Torino – anche lui arrestato con le stesse accuse – nelle varie discoteche del nord-ovest. E proprio nei locali notturni spacciavano ecstasy e ketamina, ai giovani frequentatori. Gli accertamenti hanno permesso di accertare che avrebbero venduto oltre 350 pasticche, per un valore di 2.100 euro.

La droga veniva comprata a circa 3 euro a pastiglia per essere rivenduta a 6 euro. Prevalentemente spacciavano ecstasy di due tipi: le 'ciliege', perché di colore rosso e l''honda', di colore azzurro e con impresso il simbolo della moto. In alcune occasioni, avrebbero anche ceduto ketamina, venduta a 15 euro a busta.

Dalle intercettazioni telefoniche erano stati fatti i nomignoli dei tre arrestati e dopo alcuni controlli, gli agenti della squadra mobile della Questura di Aosta, erano arrivati  ai ragazzi. Beatrice Davisod, di 20 anni, di Jovençan, era detta 'Bea' mentre  Alberto Longo, di 18 anni, di Aosta, si faceva chiamare  'Bongo'. Una volta identificati avevano mostrato le foto ai clienti dei tre giovanissimi spacciatori, che li avevano riconosciuti.
Questa mattina all'alba, al momento dell'arresto non hanno assolutamente realizzato la gravità delle accuse e che stavano andando in carcere.

L'indagine, effettuata con la collaborazione delle Squadre Mobili di Torino, Cuneo, Aosta, Vercelli, Alessandria e Savona e dai Reparti Prevenzione Crimine di Milano, Torino e Genova, aveva preso avvio da una presunta estorsione tra studenti avvenuta ad Asti nella primavera del 2008, uno studente di 17 anni aveva denunciato che era stato obbligato a pagare per non essere costretto a spacciare.
La polizia di Asti ha sequestrato oltre mille pasticche di ecstasy, un chilo di hashish, numerosissime dosi di ketamina e cocaina ed ha documentato un traffico di oltre 60 mila pasticche di ecstasy, due kg di cocaina e cinque kg di hashish, il tutto per un valore di oltre 500 mila euro.

 

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