Processo Frigerio, la sentenza nel tardo pomeriggio

I giudici sono riuniti in camera di consiglio dalle ore 15.30. Il pm Menichetti ha chiesto 5 anni e 4 mesi di carcere per l’ex au del Casinò. La difesa: “non provata la natura decettiva dei bilanci”.
L'udienza a Luca Frigerio, ex au del Casinò.
Cronaca

Arriverà nel tardo pomeriggio di oggi, mercoledì 27 marzo, la sentenza dei giudici del Tribunale di Aosta nei confronti di Luca Frigerio, ex amministratore unico del Casinò de la Vallée, imputato di falso in bilancio e truffa finalizzata al conseguimento di pubbliche erogazioni. Dopo aver sentito i due consulenti di parte, l’udienza di oggi è proseguita con la discussione delle parti, finita verso le 15.30. Da allora, i tre magistrati del collegio (il presidente Eugenio Gramola e i giudici Marco Tornatore e Maurizio D’Abrusco) sono riuniti in camera di consiglio.

Dopo aver ottenuto l’acquisizione al fascicolo processuale delle tre lettere di patronage spedite nel 2014 a tre banche creditrici del Casinò, il pm Eugenia Menichetti, nella sua requisitoria, ha chiesto per Frigerio 5 anni e 4 mesi di reclusione. “Abbiamo dimostrato – ha ribattuto, parlando ai cronisti al termine delle arringhe, l’avvocato Maria Chiara Marchetti, che difende il manager assieme al collega Cesare Cicorella – che non è stata data dall’accusa nessuna prova della natura decettiva dei bilanci in contestazione”.

“La voce delle imposte anticipate – ha aggiunto il legale – era chiaramente evidente e sotto gli occhi di tutti. Inoltre, i finanziamenti concessi alla Casinò de la Vallée sono stati completamente scollegati rispetto alle appostazioni di bilancio. Sono stati frutto di una chiara volontà della Regione Autonoma Valle d’Aosta di aiutare il Casinò, volontà che è stata attuata prima dei bilanci in contestazione e anche dopo. Quando le amministrazioni successive hanno espunto la voce ‘imposte anticipate’, la Regione ha ancora deliberato un finanziamento da 20 milioni”.

“La sintesi è questa: l’esclusione del reato di falso in bilancio – ha concluso l’avvocato Marchetti – porta anche ad escludere automaticamente la truffa, perché è fondata soltanto sull’appostazione in bilancio delle imposte anticipate. Oltretutto, manca assolutamente il soggetto passivo, la Regione Valle d’Aosta, che sarebbe stata truffata. In realtà, la Regione è colei che, ben consapevole della situazione della Casa da gioco, ha sempre deliberato e deciso, con autonomia e con cognizione di causa, di dare i finanziamenti”. L’ultima parola sarà quella dei giudici, attesa attorno alle 17.30.

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