La proroga dell’incarico si inserisce in un nel contesto di un più ampio riassetto organizzativo del Comune, con diverse delibere e atti amministrativi finalizzati alla riorganizzazione delle posizioni dirigenziali. Da parte dell’ex sindaco Fulvio Centoz non c’è stata dunque una condotta negligente o dannosa tale da giustificare un risarcimento. Così la sezione terza giurisdizionale d’appello della Corte dei Conti guidata dalla presidente Giuseppina Maio nel confermare l’assoluzione per Centoz dall’accusa di danno erariale legato al mantenimento in servizio di una dirgente tra il luglio 2015 e il marzo 2016.
La Procura regionale contestava a Centoz un danno di 76.300,28 euro per aver prorogato l’incarico senza una base giuridica valida, nonostante un parere legale che sconsigliava la decisione.
Nel rigettare l’appello della Procura, la terza sezione della Corte dei Conti ha condannato il Comune di Aosta al pagamento di 2.000 euro di spese legali in favore di Centoz.
Proroga di un dirigente, la Corte dei Conti assolve l’ex sindaco Centoz
24 novembre 2021 di Christian Diemoz
La scelta dell’allora sindaco Fulvio Centoz “di prorogare, nelle more ed in via meramente provvisoria, per un periodo limitato”, l’incarico di un dirigente tecnico del Comune di Aosta “non appare palesemente illogica”. E’ il nocciolo del ragionamento con cui la Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per la Valle d’Aosta ha respinto, assolvendo l’ex primo cittadino, la tesi della Procura contabile, che contestava a Centoz, in Municipio dal 2015 al 2020, un danno erariale da circa 74mila euro.
L’udienza si è tenuta lo scorso 21 ottobre e la sentenza del presidente Donato Maria Fino (estensore Alessandro Napoli) è stata depositata oggi, mercoledì 24 novembre. L’addebito mosso dal procuratore Massimiliano Atelli era relativo al periodo in cui la Giunta guidata dal dem Centoz muoveva i primi passi del suo mandato. Per il dirigente, già trattenuto in servizio dalla precedente amministrazione, nel luglio 2015 viene disposta la proroga. Resta in Comune, con decreti firmati dall’allora Sindaco, fino al marzo 2016, quando si dimette per il pensionamento.
Il posto occupato in quei mesi, agli occhi degli inquirenti contabili – era stato oggetto, nel frattempo, di una riorganizzazione e non poteva venire (ri)assegnato. Stando all’inchiesta, il prolungamento dell’incarico aveva rappresentato un mantenimento “surrettizio” della posizione eliminata. Per i giudici, tuttavia, lo scenario di “alternative meno onerose, quale un eventuale conferimento dell’incarico a condizioni economiche differenti” presentava “profili di non inequivoca esperibilità e di obiettiva indeterminatezza”.
Difettava infatti, nell’assetto dell’amministrazione comunale, “un assetto macro-organizzativo di riferimento delle posizioni dirigenziali sufficientemente cristallizzato”. Il verdetto è stato accolto con soddisfazione dal già sindaco Centoz, che ha dichiarato: “non ho mai pensato di aver agito non correttamente, anche perché su quella procedura ci eravamo confrontati con tutto lo scibile amministrativo possibile”. Per parte sua, il difensore dell’ex primo cittadino, l’avvocato Davide Sciulli, manifesta “soddisfazione a mia volta, anche perché non ho mai nutrito dubbi sulla correttezza del mio assistito”.