Prostituzione: rinvio a giudizio per i gestori del bar-birreria “Golden Lyion” di Saint-Vincent

Mercoledì 7 maggio, si è svolta l'udienza preliminare e i due imputati hanno scelto di non patteggiare e di andare a dibattimento.
Pereira Gomes Delcinea
Cronaca
Hanno scelto di non patteggiare e di andare a dibattimento, Alberto Zamperlin, 65 anni e la moglie Delcinea Pereira Gomes, 48 anni di origine cubane, entrambi residenti a Châtillon. I due coniugi, difesi dall’avvocato Adele Murino e dal collega Filippo Vaccino, sono accusati di aver tollerato la prostituzione. Ieri, mercoledì 7 maggio, si è svolta l’udienza preliminare davanti al giudice Paolo De Paola, che ha chiesto il rinvio a giudizio per il 17 dicembre prossimo. I due erano finiti nei guai nel luglio dello scorso anno, quando erano stati messi agli arresti domiciliari. 
 
I coniugi, che gestiscono il bar-birreria "Golden Lyion" a Saint-Vincent, erano finiti nei guai assieme a altre due ragazze cubane, Lien Wals Sotolongo, 32 anni residente a Bergamo e Mercedes Iraida Hernandez, 42 anni abitante a Saint-Vincent, difesa dall’avvocato Claudio Soro. Anche per loro l’accusa è di favoreggiamento della prostituzione. Dalle indagini era emerso che Zamperlin e la moglie mettevano a disposizione il loro locale alle due cubane, che lì procacciavano clienti per le loro ragazze. In particolare, Lien Wals Sotolongo cercava i clienti da fornire alle giovani cubane della sua "scuderia".
 
Le indagini erano partite nella primavera del 2007, a seguito di un’altra operazione, denominata "Neve a primavera", che aveva portato all’arresto di altre tre persone. Le indagini, per un giro di sostanze stupefacenti a Saint-Vincent, avevano fatto emergere anche un giro di prostituzione, proprio al Golden Lyon. Infatti, dalle intercettazioni era emerso che le due cubane parlavano di incontri da organizzare tra clienti, facoltosi, e prostitute. Una prestazione andava dai 70 ai 150 euro, per salire verso cifre decisamente maggiori per un’intera notte a luci rosse. I carabinieri avevano identificato una trentina di clienti. Ma i due hanno sempre respinto duramente ogni addebito. Secondo i carabinieri la Sotolongo aveva anche un giro di ragazze tra Brescia a Bergamo.

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