Cronaca di Christian Diémoz |

Ultima modifica: 20 Maggio 2020 17:06

Quasi un’ora di interrogatorio per il 46enne arrestato per peculato

Aosta - Diego Contardo, accusato di essersi appropriato dei soldi di un'anziana di cui era amministratore di sostegno, è comparso dinanzi al Gip Colazingari. “E' in grado di spiegare quanto accaduto e oggi ha iniziato a farlo” ha dichiarato il suo difensore, l’avvocato Bellora.

Il tribunale di Aosta

È rimasto poco meno di un’ora dinanzi al Gip Giuseppe Colazingari, rispondendo alle sue domande, il 46enne della media valle Diego Contardo, ai domiciliari da giovedì scorso, 14 maggio, con l’accusa di peculato, perché si sarebbe appropriato di 47mila euro dal conto corrente di una ultraottantacinquenne della quale era stato nominato amministratore di sostegno.

“Il signor Contardo respinge gli addebiti, è in grado di spiegare quanto accaduto e oggi ha iniziato a farlo” ha dichiarato, dopo l’interrogatorio tenutosi nella mattinata di oggi, mercoledì 20 maggio, l’avvocato Corrado Bellora, che assiste l’indagato assieme al collega Federico Fornoni. Al momento, i difensori non hanno chiesto revoche della misura cautelare applicata all’uomo, riservandosi una valutazione successiva al riguardo.

Le indagini, coordinate dal pm Luca Ceccanti, sono state condotte dai Carabinieri della Sezione di polizia giudiziaria presso la Procura. Nella loro ricostruzione, l’uomo avrebbe iniziato a carpire la fiducia dell’anziana sin dal 2012. Quattro anni dopo, quando la situazione della donna si complica, Contardo viene nominato amministratore di sostegno, ma – è la tesi accusatoria – si disinteressa dei suoi compiti e dell’anziana, tanto da smettere di pagare anche la retta della struttura che la assisteva.

Le indagini, che hanno visto accertamenti bancari, oltre all’escussione di testimoni, sono state avviate dalla segnalazione dell’anomala situazione dei Servizi sociali al Tribunale (competente per le figure di supporto). Per la Procura, l’uomo si è appropriato dei soldi che avrebbe dovuto gestire, sia con prelievi in contanti, sia con ricariche telefoniche. Nell’ordinamento italiano, l’amministratore di sostegno è un incaricato di pubblico servizio, da qui l’accusa di peculato.

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