Nell’ambito dell’operazione "Tempus venit", condotta dai Carabinieri di Aosta con la collaborazione dei colleghi di Torino, Bolognae Reggio Calabria, questa mattina sono state arrestate quattro persone, accusate di estorsione aggravata ai danni di alcuni imprenditori valdostani di origini calabresi che sarebbero ricattati e minacciati di ritorsioni nei confronti di parenti residenti nei paesi di origine.
Due dei quattro arrestati sono stati fermati in Valle d’Aosta, gli altri a Bologna. I loro nomi sono legati alla ‘ndrangheta. I provvedimenti cautelari, emessi dalla Divisione Distrettuale Anitmafia di Torino, sono il punto di arrivo di un’indagine durata più di un anno. I quattro fermati, riporta la sede Ansa di Bologna, si erano specializzati nell’estorsione ai danni di imprenditori edili di origine calabrese e residenti in Valle d’Aosta. Le vittime erano state minacciate mediante alcune lettere, una delle quali contenente proiettili, con le quali chiedevano una percentuale del 3% sui lavori in un ex residence di Aosta.
Alle minacce, rivolte all’imprenditore e alla sua famiglia, sono seguiti i fatti, come l’esplosione di alcuni colpi di arma da fuoco calibro 12 contro la casa del fratello dell’imprenditore, in provincia di Reggio Calabria, con l’obiettivo, fallito, di farsi consegnare un milione di euro.
I due individui fermati a Bologna, G.F., 51 anni, nato a Cittanova (Reggio Calabria) e residente a Marzabotto, e G.C., 51, di Taurianova (Reggio Calabria) e residente a Castel d’Aiano, sono inoltre accusati di avere organizzato l’incendio di un escavatore a Quart lo scorso 11 settembre, di proprietà di un altro imprenditore, minacciato telefonicamente a scopo estorsione.
Le indagini dei Carabinieri sono partite proprio dal discreto numero di incendi dolosi nei cantieri edili valdostani.
I particolari dell’operazione saranno illustrati domani, alle ore 12, in una conferenza stampa presso la sede della procura di Torino.
