Respinto il ricorso del marzo del 2005 di Carlo Perrin e Dino Viérin, per la Centrale del Latte

Secondo i giudici contabili, il buco sarebbe stato di 2,9 milioni di euro. La Corte dei Conti richiedeva ai due politici il risarcimento. Perrin e Viérin invocarono l'autonomia legislativa regionale, per cui non ci poteva essere nessun processo contabile.
Carlo Perrin
Cronaca
Le sezioni unite civili della corte di Cassazione hanno respinto il ricorso presentato nel marzo del 2005 da Carlo Perrin e da Dino Viérin, per la Centrale Latière. Infatti, la Corte dei Conti valdostana aveva aperto un procedimento nei confronti di Perrin e Viérin per un presunto danno causato alla Centrale del Latte.
Secondo i guidici contabili, il buco sarebbe stato di quasi 2,9 milioni di euro. La Corte dei Conti richiedeva ai due politici questi soldi. All’epoca dei fatti, il 2004, Dino Viérin era presidente dalla Regione, mentre Carlo Perrin assessore all’agricoltura. I due politici fecero ricorso, sostenendo il "difetto di giurisdizione di qualunque giudice e in subordine del giudice adito". Ovvero, Perrin e Viérin avevano invocato l’autonomia legislativa regionale, per cui non ci poteva essere nessun processo contabile.
 
Ma secondo i togati della Cassazione il processo ci deve essere. "Il riccorrente – scrivono i togati riferendosi a Perrin – è stato citato in giudizio non per aver determinato, nella qualità di consigliere regionale, un danno corrispondente alle somme finanziate dalla Regione, ma per avere, nell’esercizio delle sue funzioni di assessore e quale rappresentante, per delega di Viérin, dell’azionista di maggioranza, imposta alla Centrale del latte indirizzi incompatibili con il persequimento di un risultato positivo di esercizio e per non aver comunque adottato le iniziative volte a impedire le perdite della Spa quasi totalmente partecipata dalla Regione".
Ora, la Corte dei Conti dovrà fissare la data dell’udienza, ma con ogni probabilità sarà sicuramente in autunno.

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