Servizi ferroviari, la Regione non deve pagare i 40 milioni chiesti da Trenitalia

Revocato dal Tribunale di Roma il decreto ingiuntivo emesso nel 2016 su richiesta dalla società ferroviaria. Per i giudici, l’azienda – relativamente al periodo 2011-5, ha quantificato i servizi secondo un corrispettivo non previsto dal contratto.
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La Regione non deve nessuna somma, oltre a quelle già versate, a Trenitalia per i servizi resi nel periodo dal 2011 al 2015 sulle linee valdostane. Lo ha stabilito, con sentenza dello scorso 8 novembre, la sedicesima Sezione civile specializzata in materia d’impresa del Tribunale di Roma, annullando il decreto d’ingiunzione di pagamento emesso, su richiesta della società ferroviaria, nell’ottobre 2016. Il credito che l’azienda del Gruppo ferrovie dello Stato sosteneva di vantare nei confronti di piazza Deffeyes, per un totale di poco superiore ai 40milioni di euro, era relativo a fatture emesse nell’ambito del contratto per l’erogazione dei servizi ferroviari nella nostra regione.

La quantificazione delle prestazioni rese avviene, secondo l’intesa tra le due parti, sulla base dei treni per chilometro e prevede una “compensazione” determinata dal committente. Il contenzioso tra le parti si è acceso proprio sul calcolo deile cifre. Trenitalia ha fatturato applicando un corrispettivo di 13,44 euro al chilometro, in linea con il costo del servizio, ma la Regione ha sostenuto che esso fosse “unilateralmente quantificato e privo di riscontro nelle previsioni contrattuali”. Su tale base, si è opposta al decreto richiesto dalla società ferroviaria, che lamentava il mancato pagamento delle fatture.

Per i giudici, la tesi di piazza Deffeyes è “fondata e supportata dalle specifiche previsioni contrattuali”, giacché il contratto di servizio pubblico 2004-5 “quantifica chiaramente il corrispettivo del servizio in 8,3 euro/km”. Pertanto, risultando che le fatture al centro del contenzioso si basano su un valore “difforme da quello previsto contrattualmente”, e che la Regione “ha provveduto al pagamento del corrispettivo dovuto all’appaltatrice secondo le previsioni contrattuali”, in accoglimento dell’opposizione – per i magistrati – “va revocato il decreto ingiuntivo”.

La Regione era subentrata allo Stato nel 2015, per le linee di sua competenza, nel contratto in essere tra Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e Trenitalia. L’intesa era poi stata tacitamente rinnovata e proseguita oltre la sua originaria scadenza del 31 dicembre 2005. La pronuncia del Tribunale di Roma esaurisce quindi le pendenze tra le parti per il periodo dal 2011 al 2015. Resta da definire il contenzioso sulle fatture emesse da Trenitalia relativamente al servizio dal 2015 al 2019. In questo caso, la richiesta dell’azienda ferroviaria, che incontra lo stesso tipo di contestazione dalla Regione, è di poco più di 35 milioni di euro.

“Accogliamo con soddisfazione la sentenza: se da un lato questa ci permette di fare chiarezza sul contenzioso economico, dall’altra è un’importante testimonianza che il lavoro fatto dalle strutture regionali è stato rigoroso e attento”, commenta il presidente della Regione e assessore ad interim all’Ambiente, Trasporti e Mobilità sostenibile, Erik Lavevaz. “Ci muoviamo all’interno di un quadro molto complesso – ha aggiunto – per un servizio che è essenziale per la Valle d’Aosta e sul quale investiamo da sempre molte risorse”.

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