Cronaca di Christian Diémoz |

Ultima modifica: 23 Febbraio 2021 10:28

Taxi-bus a Saint-Pierre, chiesto il processo per il presidente Cna Salvatore Addario

Aosta - La richiesta di rinvio a giudizio del pm Cecccanti riguarda anche il segretario comunale Osvaldo Chabod e gli imprenditori dell’autonoleggio Patrick Parleaz e Gabriele Sanlorenzo. Sono accusati, a vario titolo, di abuso d’ufficio e “subappalto” non autorizzato.

Salvatore Addario, presidente CNA

L’abuso d’ufficio e la violazione della legge sulle misure di prevenzione antimafia hanno permeato, secondo la Procura di Aosta, l’affidamento e la gestione del servizio di taxi-bus per studenti delle frazioni alte del Comune di Saint-Pierre tra il 2017 e il 2020. Per questo, il pm Luca Ceccanti ha chiesto il processo per quattro persone: l’amministratore di due ditte di autonoleggio e presidente della Confederazione Nazionale Artigianato della Valle d’Aosta, Salvatore Addario (49 anni, Aosta), il segretario comunale Osvaldo Chabod (59, Gressan) e i titolari di altre due aziende di noleggio valdostane, Patrick Parléaz (35, Saint-Pierre) e Gabriele Sanlorenzo (43, Courmayeur).

 

Il contratto illegittimo

Con l’impresa omonima, Parleaz era subentrato nel servizio, a metà 2017, alla “Passengers Transport” di Addario. Per gli inquirenti, però, quel contratto era viziato da più violazioni di legge, essendo stato disposto in via d’urgenza (senza che ne ricorresse il presupposto obbligatorio), non in forma scritta (sempre prevista nei casi delle pubbliche amministrazioni) e in assenza della stipula e della produzione al Comune, da parte dell’aggiudicatario, delle polizze assicurative in grado di coprire i rischi legati all’esecuzione.

Condotte che, nella tesi d’accusa, integrano l’ipotesi di abuso d’ufficio, rivolta a Chabod e Parléaz, sicché il primo (nella veste di Segretario comunale, quindi di pubblico ufficiale) avrebbe procurato all’imprenditore un “ingiusto vantaggio patrimoniale”, consistito nell’inizio e nella prosecuzione dell’assegnazione. L’imputazione di aver violato le norme sulle misure di prevenzione antimafia è invece mossa, in concorso tra loro, ai tre titolari di aziende di noleggio. In particolare, Parleaz e Sanlorenzo dovranno rispondere di aver “subappaltato” il servizio loro appaltato dal Comune, ad Addario, che lo avrebbe esercitato con mezzi propri.

 

Il “subappalto” emerso in Geenna

Tale accusa riguarda un episodio già emerso durante il processo Geenna al Tribunale di Aosta, su infiltrazioni di ‘ndrangheta in Valle. Il servizio di taxi-bus scolastico era infatti uno dei temi centrali nell’indagine coordinata dalla Dda torinese: l’ipotesi inquirente era che la “locale” attiva in Valle avesse “sollecitato” l’allora assessore comunale alle finanze Monica Carcea (condannata in primo grado a 10 anni di reclusione per concorso esterno nell’associazione) affinché agisse per mantenerlo alla “Passengers Transport” di Addario, cognato del ristoratore Antonio Raso (cui sono andati 13 anni per associazione di tipo mafioso).

Deponendo in aula su quei fatti (in particolare, sulle due proroghe disposte al servizio, dopo l’assegnazione con appalto a fine 2014), Chabod aveva riferito di un controllo attuato nel settembre di due anni fa dalla Polizia locale (a seguito delle “osservazioni” della commissione di accesso antimafia, al tempo in Municipio, oggi commissariato), conclusosi trovando alla guida del mezzo “un soggetto non autorizzato, Salvatore Addario. Il bus, inoltre, non aveva revisione ed assicurazione”. A seguito di quei fatti, il trasporto degli alunni venne revocato a Parleaz, per affidarlo a Sanlorenzo, senza che però – secondo la Procura – il “subappalto” avesse fine.

Parleaz, testimoniando a sua volta, aveva detto di essere “caduto dal pero”, non appena appreso del controllo allo scuolabus, perché “che il referente di categoria” per la Cna “vada in giro con l’assicurazione scaduta da tre, quattro mesi…”. Sebbene a denti stretti, incalzato da pm e giudici, aveva anche confermato che Addario si era fatto avanti con lui per “continuare” nel servizio di taxi-bus (nonostante non avesse nemmeno partecipato alla gara di riassegnazione), dicendogli: “ci sono quando hai bisogno, se riesci magari qualcosa in più”. Su tale circostanza si era espresso anche l’ex assessore comunale alla pubblica istruzione Alessandro Fontanelle, raccontando che Parleaz “mi telefonò dicendomi che c’era Addario che voleva fare il servizio” ed “era turbato”.

 

Falso, chiesta l’archiviazione per una dipendente

Nel fascicolo aperto dalla Procura di Aosta sugli episodi al centro dei rilievi della commissione di accesso a Saint-Pierre rientrava anche un altro filone d’indagini, relativo all’iter di rilascio di un permesso di soggiorno. Chiuse le indagini preliminari, a metà dello scorso dicembre, erano stati ipotizzati il falso materiale e ideologico in atti pubblici nei confronti della dipendente comunale Fulvia Charrère (54, Saint-Pierre), ma per la sua posizione il pm Ceccanti ha avanzato ora richiesta di archiviazione delle contestazioni. Sarà ora il Gip del Tribunale a doversi esprimere sull’istanza, fissando inoltre l’udienza preliminare per i destinatari delle accuse scaturite dall’inchiesta.

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