Cronaca di Christian Diémoz |

Ultima modifica: 30 Giugno 2020 20:44

Violenze su figlie e un’amica, anche in Appello 49enne aostano condannato

L’udienza di secondo grado, conclusasi oggi al Palazzo di giustizia di Torino, ha visto una riduzione della pena comminata all’uomo, scesa a 10 anni. Al Tribunale di Aosta, nel giugno 2019, gliene erano stati inflitti 17.

Palazzo giustizia Torino

Anche per la seconda Sezione della Corte d’Appello di Torino, il 49enne originario della Sicilia e residente in Valle, già condannato dal Tribunale di Aosta nel giugno 2019, è colpevole di violenze sessuali ripetute nei confronti della figlia, della figliastra e di una loro amica, di età tra i 13 e i 16 anni. Il processo di secondo grado, a seguito del ricorso presentato dall’imputato, si è concluso oggi, martedì 30 giugno, al palazzo di giustizia del capoluogo piemontese.

La pena comminata all’uomo è scesa a 10 anni di carcere, dai 17 inflitti nel capoluogo regionale, che il rappresentante della Procura generale aveva chiesto in aula di confermare. I giudici, però, sposando la visione del difensore, l’avvocato Dario Vecchio di Palermo, hanno riconosciuto la continuazione tra gli episodi contestati all’imputato (mentre per i magistrati aostani quello ai danni dell’amica delle figlie era disgiunto dagli altri), aspetto che ha fatto scattare la riduzione (non vengono considerati reati separati e l’aumento è proporzionale).

Le vittime delle violenze si erano costituite parti civili anche nel procedimento d’appello, attraverso gli avvocati Valeria Fadda di Aosta e Gabriele Vancheri di Palermo. La sentenza odierna ha confermato integralmente i risarcimenti a loro favore, già decisi dal Tribunale di Aosta. L’imputato era stato arrestato nell’ottobre 2018, a seguito dell’ordinanza di misura cautelare del Gip del capoluogo regionale, richiesta dalla Procura. Dopo un periodo in carcere ha ottenuto gli arresti domiciliari, misura cui è ancora attualmente sottoposto.

Le indagini sui fatti erano state coordinate dal pm Carlo Introvigne e condotte dall’aliquota della Polizia di Stato della Sezione di polizia giudiziaria presso la Procura, coadiuvata dai colleghi di Palermo. Una delle ragazze si era confidata con la Dirigente della scuola che frequentava: a quanto emerso dall’inchiesta, le violenze su figlia e figliastra erano iniziate anni prima, per protrarsi fino all’estate 2018.

Sull’amica, invece, era emerso dall’inchiesta un episodio di abusi, avvenuto in una notte in cui si era trattenuta a dormire a casa delle due giovani. Le figlie, al tempo delle indagini, avevano lasciato la Valle d’Aosta, aspetto che aveva spinto gli inquirenti a coinvolgere, nelle attività investigative, i poliziotti del capoluogo siciliano.

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