Al Museo archeologico di Aosta l’Estate parla di Guttuso con “Come allo Specchio”.

Una serie di incontri declina approfondimenti e ragionamenti con suggestioni dal passato che si incentrano sul concetto di immagine. Venerdì 9 agosto si parla di Narciso e il 16 agosto è protagonista L'Eracle di Euripide.
Inaugurazione della mostra su Guttuso
Cultura

Tra reale e immaginato dalla preistoria a Guttuso, una serie di incontri, protagonisti al secondo piano del MAR-Museo Archeologico Regionale, in Piazza Roncas 12, ad Aosta, declina approfondimenti e ragionamenti con suggestioni dal passato che si incentrano sul concetto di immagine. Il percorso tematico chiamato “Come allo specchio” è organizzato dall’Assessorato dell’istruzione e cultura e l’iniziativa propone venerdì 9 agosto, dalle 18 alle 20, la figura metaforica di Narciso, presente e documentato nella produzione artistica del mondo antico. Sarà questa figura a guidare i partecipanti nel percorso della ricerca delle immagini di benessere, tema che sarà trattato sotto diversi punti di vista. Il percorso si chiuderà con un excursus e un gioco visivo tra le immagini classiche, più conosciute e rilette nel tempo per arrivare – come allo specchio – alle attuali icone mediatiche della bellezza.

Venerdì 16 agosto dalle 18 alle 20 la conferenza aperitivo inserita nel percorso tematico Come allo specchio proporrà invece “L’Eracle di Euripide: cronaca di un dolore annunciato”. A parlare sarà Leila Colombo. Chi è Eracle e in quanti modi il mondo antico ci ha restituito immagine e carattere di questa figura archetipica? Eracle con noi ha molto a che fare e della sua traccia mitologica sono i reperti, rinvenuti nel corso degli scavi archeologici, a offrire ricca e affascinante testimonianza.

Il percorso tematico è inserito nel programma di appuntamenti inserito nel contesto della mostra “Renato Guttuso. Il Realismo e l’attualità dell’immagine” ospitata al Museo Archeologico Regionale di Aosta fino al 22 settembre 2013. La mostra, curata da Flaminio Gualdoni con Franco Calarota, riunisce oltre 50 opere primarie di Guttuso, dalla nature morte della fine degli anni ’30 e dei primi ’40 al drammatico Partigiana assassinata, 1954, dal visionario Bambino sul mostro, 1966, all’epico Comizio di quartiere, 1975. Profondamente coinvolto nel clima sociale e politico del suo tempo, Renato Guttuso è tra le coscienze più autorevoli dell’arte del secondo dopoguerra. Sin dalla metà degli anni ’30 la sua scelta è chiara, in nome di una figurazione che da un lato recuperi in modo critico l’identità antica della pittura, la sua capacità di farsi racconto ed emblema, e dall’altro sia lo specchio critico di un rapporto intenso, lucido, drammatico anche, con la storia.
 

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