Aurora Vuillerminaz, la partigiana Lola, rivive nel corto di Chiara Zoja

"Prima dell'Aurora" è Il cortometraggio che ripercorre l'ultimo viaggio della giovane staffetta valdostana uccisa a 22 anni. Sarà presentato oggi, sabato 25 aprile, in anteprima al Trento Film Festival.
Prima dell'Aurora di Chiara Zoja
Cultura

Aurora Vuillerminaz aveva solo 22 anni quando fu uccisa dai fascisti all’alba del 16 ottobre 1944. Il suo nome di battaglia, da partigiana, era Lola e, quando fu catturata e poi fucilata, stava cercando di accompagnare un gruppo di fuoriusciti dalla Svizzera verso la Valle di Cogne. Ad aspettarla c’erano il marito e i compagni, ma a Cogne non ci arrivò mai. Scelse con coraggio di non rivelare neanche un nome e questo le costò la vita.

Eppure, il suo ricordo continua a vivere ancora oggi, dopo più di 80 anni. A lei è stata dedicata una via, nel quartiere Cogne, e ora anche un cortometraggio: “Prima dell’Aurora”. A dirigerlo è una giovane regista valdostana, Chiara Zoja, che quando ha iniziato a girare il film aveva proprio la stessa età di Aurora Vuillerminaz e un forte desiderio di mantenere vivo il ricordo e i valori che avevano animato Lola: il coraggio, la libertà e l’amore.

 

“La scelta della storia di Lola è stata fatta più o meno due anni fa. Era un periodo in cui avevo voglia di fare un cortometraggio sulla Resistenza e mi sono messa a fare un po’ di ricerche. La sua vicenda mi ha subito colpito perché, quando è stata uccisa, aveva la mia età. Questo è stato il gancio, poi da lì ho approfondito grazie all’ANPI e all’Istituto storico della Resistenza“, racconta Chiara. “Cosa significa fare Resistenza oggi? Sono partita da questa domanda, che è il centro del racconto, perché sentivo i valori di questa ragazza, uccisa 80 anni fa, attuali e vicini”.

Il film ripercorre l’ultimo viaggio della staffetta partigiana intrecciando voci, immagini e animazioni. Compaiono la Conca di By e poi il cimitero storico di Villeneuve, dove Aurora fu fucilata dopo essere stata catturata dai fascisti. “È stata catturata e fucilata a Villeneuve, ma ho scelto di finire il racconto a Cogne, dove la stavano aspettando. Così è un po’ come se fosse comunque arrivata a destinazione”.

Quella notte del 1944, nonostante i violenti interrogatori, Lola non rivelò alcuna informazione ai militi fascisti. Solo un partigiano sopravvisse fortuitamente all’eccidio. Ed è proprio grazie alle pagine del suo diario che la storia di Aurora Vuillerminaz è riuscita ad arrivare ai giorni nostri. Il racconto è completato da preziosi materiali d’archivio, intrecciati a parti di animazione che restituiscono loro vita.  Al materiale d’epoca e alle poche fotografie ritrovate, si intrecciano le voci di quattro donne che, in qualche modo, sono state legate a Lola o hanno conosciuto la sua storia.

Dal quartiere operaio di Aosta, con la geografa Cecilia Lazzarotto — dove via Aurora Vuillerminaz è l’unica strada intitolata a una donna — il documentario si sposta negli archivi dell’Istituto storico di Aosta con Silvia De Gattis, proseguendo al cimitero di Villeneuve con la scrittrice Sofia Cossard, fino ad arrivare alla casa atelier dell’artista Barbara Tutino, ai piedi delle montagne che sarebbero state la meta del viaggio di Lola. A queste si uniscono le immagini di animazione ispirate proprio ai disegni dei partigiani realizzati da Tutino.

Il cortometraggio, che ha vinto il concorso di idee “Match & Catch” promosso nel 2024 da Film Commission Vallée d’Aoste, è prodotto dalla casa valdostana l’Eubage e sarà presentato per la prima volta proprio oggi, sabato 25 aprile, al Trento Film Festival, nella sezione Terre Alte. “Sicuramente per me la presentazione il giorno della Festa della Liberazione ha un grandissimo valore, ma sarebbe bello se non fosse solo il 25 aprile: siamo pronti a proseguire, dopo questo primo step, con altre date. Ci stiamo organizzando per poter proiettare il film anche in Valle d’Aosta. Ma sono contenta di poterlo portare anche fuori dai confini”.

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