Criticoni, ecco le recensioni premiate durante il laboratorio di critica di AIACE VDA

Durante l’evento sono stati premiati i lavori dei gruppi più meritevoli: le loro recensioni, ad opera della classe 2C ITT ("Aquariens") e della classe 3C ITT ("Survivers" ) le trovate pubblicate qui sotto. I vincitori hanno ricevuto un abbonamento annuale alla piattaforma di streaming MUBI
AIACE VDA Criticoni
Cultura

Si è concluso giovedì 26 maggio scorso, alla Cittadella dei Giovani, il laboratorio di critica cinematografica organizzato dall’Associazione AIACE VDA, progetto nato per offrire agli studenti un percorso di educazione all’immagine e di alfabetizzazione al linguaggio cinematografico, promuovere la cultura audiovisiva e formare un pubblico più consapevole. Il laboratorio è stato tenuto dalla critica cinematografica Nora Demarchi e dai membri di AIACE VDA Sara Colombini, Giulia Claudia Massacci e Gaël Truc che, coniugando l’approccio teorico a quello pratico, hanno incontrato online e in presenza gli alunni, supervisionati dai docenti.

Nora De Marchi e Sara Colombini
Nora De Marchi e Sara Colombini

Il “Laboratorio di critica cinematografica: linguaggio e immagine nell’audiovisivo” ha coinvoltogli  studenti di tre classi dell’Istituzione scolastica ITPR Corrado Gex ed è stato organizzato nell’ambito dell’avviso pubblico “2-2021” e finanziato dall’Assessorato Istruzione, Università, Politiche giovanili, Affari europei e Partecipate, con risorse regionali del Fondo per le politiche giovanili (LR 12/13), e in media partnership con AostaSera.it.

Durante l’evento sono stati premiati i lavori dei gruppi più meritevoli: le loro recensioni, ad opera della classe 2C ITT (“Aquariens”) e della classe 3C ITT (“Survivers” ) le trovate pubblicate qui sotto. I vincitori hanno ricevuto un abbonamento annuale alla piattaforma di streaming MUBI.

 

Survivers
Survivers

Survivers

Anno: 2020
Paese: Spagna
Genere: Fantascienza
Durata: 6 min

Regista: Carlos Gómez Trigo ha già una buona esperienza nel mondo del cortometraggio, infatti Survivers non è stata la sua prima opera. Il primo corto eseguito da lui si chiama “ La tecnica Schiffer”, prodotto nel 2011.nMa come nasce la sua passione e da dove viene? Studia regia a Barcellona. Gira un cortometraggio scolastico, “Clase de baile”, che ha vinto il Premio Giovane Artista di Castilla-La Mancha nel 2009. Nel 2008 va in India per lavorare a due documentari e poi si trasferisce a Madrid, dove lavora come produttore e regista di spot pubblicitari. Il suo precedente cortometraggio, Maelstrøm (2017), ha ricevuto più di 160 selezioni ufficiali in festival internazionali, vincendo diversi premi come miglior cortometraggio, regista, performance e sonoro.

Attori e protagonisti : non si hanno moltissime informazioni sugli attori ma sappiamo che Stéphanie Magnin (Sóphie) è un’attrice e scrittrice che ha già un passato nel mondo del cinema, è conosciuta per film come “The ministry of time (2015). Maarten Dannenberg (Marc) è un attore con 3 film nella sua filmografia , come “Good people” (2014) e 8 anni di carriera, Alex Moreu (Jean-Paul) è un attore spagnolo, apparso in televisione, film, teatro e cortometraggi.

RIASSUNTO:
In Survivers, storia girata in francese a Valdeluz, in Spagna, i tre protagonisti sono gli unici sopravvissuti alla fine del mondo e si trovano in una macchina. Devono trovare un punto di incontro per capire cosa fare per continuare a vivere e ricominciare tutto da zero.

OSSERVAZIONI
In questo cortometraggio possiamo innanzitutto notare come il suono sia importante, portando un senso di inquietudine e soprattutto di suspence, facendo rimanere lo spettatore incollato a tutto quello che succede. I movimenti di macchina sono rilegati nella parte iniziale e finale del film, e questo conferisce una certa staticità al film, che rispecchia lo stallo in cui si trovano i protagonisti. Il montaggio alternato nelle scene parlate tramette le diverse visioni e caratteri dei tre sopravvisuti. Infine possiamo mettere in evidenza come nelle scene splatter sia presente il fuori campo, perciò noi capiamo quello che succede solo grazie agli indizi presenti in camera e ai rumori. La narrazione all’inizio non risulta del tutto chiara. Il regista del cortometraggio punta tutto sul mix tra fantascienza e mistero, anche con un tocco di ironia attraverso delle battute. .

GIUDIZIO PERSONALE :
⭐️⭐️⭐️ su 5

Federica Costantino, Magda Romeo, Ryan Sabatino

 

Unknown
Unknown

“Aquariens”

Regia: Alice Barsby
Durata: 15’
Paese di produzione: Francia

«Si vous restez ici, vous risquez de crever!»: sono queste le parole che Evan rivolge ai suoi genitori, il giorno della Vigilia di Natale, in una città deserta, proprio quando l’alta marea è causa di tutte le sue preoccupazioni. Aquariens è un cortometraggio francese del 2020 dalla durata di 15 minuti, diretto da Alice Barsby, prodotto dal GREC (Groupe de Recherche et d’Essais Cinématographiques) e con protagonisti un padre (Jean-Michel Balthazar), una madre (Julie Maes) e un figlio (Finnegan Oldfield). In occasione delle festività, Evan va a trovare i genitori e, di fronte all’imminente pericolo dell’alta marea, chiede loro a più riprese di lasciare la casa: i due rimangono tuttavia sordi alla richiesta del figlio e la madre lo invita addirittura a rimanere con loro. Seppur poco convinto della propria scelta, alla fine Evan decide di restare: affronta l’arrivo dell’alta marea sfogandosi con il ballo e, nel finale, la sua scelta diventerà ancor più decisiva e compromettente.

I personaggi in scena sono diversi tra loro, portatori di idee divergenti. Evan vorrebbe proteggere se stesso e i genitori dall’alta marea, che mostrano però disapprovazione nei confronti della richiesta del figlio: non vogliono scappare, perché sembrano avere un legame molto forte con quella casa e con il mare. Aquariens è un cortometraggio che utilizza perlopiù un linguaggio visivo: non sono presenti molti dialoghi e gli unici personaggi parlanti sono Evan e la madre. Il padre, inquadrato sempre seduto nella stessa posizione, non parla mai e sembra paralizzato: è tuttavia proprio questa figura misteriosa a rivelarsi una possibile chiave di accesso al significato della storia. L’uomo è infatti caratterizzato da una parte del viso ricoperta da conchiglie e sabbia, fattore che suggerisce il suo legame con il mare. Questa connessione si può anche capire dal fatto che la sua presa molto forte lascia un’impronta tangibile su ciò che tocca: quando afferra il braccio di Evan con vigore, per esempio, lascia sul braccio del figlio le stesse conchiglie presenti sul suo volto. Sarà forse che la famiglia è legata al mare in un modo diverso da quello che possiamo immaginare?

Nel corto ci sono molti giochi di luce, la scala cromatica è un elemento protagonista: l’inizio del cortometraggio presenta colori normali, realistici e senza particolari sfumature; tuttavia, quando l’alta marea prende il sopravvento, la scala cromatica vira verso il rosso e, infine, presenta una palette sui toni del blu per richiamare il mare. È un cortometraggio con finale aperto, Aquariens, che lascia allo spettatore la possibilità di immaginarsi ciò che succederà: se vi piace immaginare, allora, vale la pena vederlo.

Giulia Accarino, Lorenzo Mattana e Anais Nicoletta

 

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