Cultura e spettacolo di Alessandra Borre |

Ultima modifica: 11 Aprile 2021 16:05

I Tridimensionati valdostani pronti a conquistare Barcellona

Aosta - Gli artisti valdostani hanno inaugurato venerdì 9 aprile una loro esposizione al centro culturale Palau Alòs e sognano di esporre in presenza in Valle d'Aosta

TridimensionatiTridimensionati

Dei fogli di carta, semplici in apparenza, perfetti per contenere due storie di vita e un percorso artistico appena iniziato: Tridimensionati è (anche) questo, ma non solo. La coppia di artisti, grazie a un bando per i giovani indetto dal centro culturale catalano Palau Alòs, esporrà a Barcellona per 20 giorni, dal 9 aprile al 29 aprile 2021.

Federica e Matteo, due storie di vita diverse, sono una coppia artistica e nella vita e, partiti dalla Coumba Freida, a Barcellona hanno concretizzato il loro sodalizio creando il loro progetto: “Nasce tutto a inizio ottobre 2020, per scherzo e senza aspettative. Prende piede a Natale, quando rientrando in Valle tutti iniziano a chiederci informazioni; da metà gennaio, abbiamo allestito una piccola vetrina in Rue Martinet, che ci hanno gentilmente concesso di invadere con i nostri colori. La cosa bella è che in soli tre mesi abbiamo ricevuto centinaia di foto di amici, conoscenti e oserei dire, nuovi fan dei Tridimensionati, che passavano lì davanti. Sembrerà una stupidaggine ma per noi è bellissimo. Ci permette di sentirci un po’ in Valle e
soprattutto abbiamo suscitato l’interesse di persone a noi care che non hanno mai amato l’arte e questo è un gran traguardo”.

Tridimensionati
Tridimensionati

Esposti alla Palau Alòs saranno 30 pezzi, 30 tra tutti quelli che Federica e Matteo pensano e creano da zero, affidandosi a esperimenti, intuizioni e dalla loro volontà di trovare un rifugio creativo per esprimersi:  “È il nostro rifugio creativo, ci piace definirla come la nostra terza dimensione in cui abbiamo ritrovato noi stessi durante il lockdown in Spagna. È un progetto a due teste e quattro mani, che è nato per ricordarci che anche nei momenti più difficili, si può continuare a sognare. Lavoriamo quasi esclusivamente con fogli di carta bianchi in A4. In base al progetto ne scegliamo la grammatura, però è la “nostra materia prima”. La carta continua sicuramente ad essere il mezzo di comunicazione materiale più comune, eppure sono poche le volte che in cui ci si ferma a pensare a quante cose si possano realizzare davvero con essa”.

Oltre alla scelta della carta e della grammatura un’importanza notevole la fa il colore, o l’assenza di questo, e le tecniche messe in campo per definire l’opera; a liberare la creatività dei Tridimensionati proprio la “tela” bianca, in grado di spingere la sperimentazione oltre la semplice scelta di colore: “La fortuna di lavorare con fogli e cartoncini bianchi, è che poi li puoi vestire con colori e tecniche sempre diverse e forse è proprio questo che ci aiuta a dare libero spazio alla creatività. Inizialmente lavoravamo solo con le bombolette spray, poi abbiamo iniziato a voler sperimentare altre tecniche e piano piano abbiamo iniziato a dipingere a mano, inserendo gradualmente anche il collage, il découpage e tessuti”.

Tridimensionati
Tridimensionati

Federica, che si occupa di ingegneria culturale e di progetti europei, spera di tornare in Valle però sempre continuando il suo lavoro, dove i progetti europei occupano un posto importante; Matteo, si è buttato al buio in questo cambio di prospettiva da Saint-Oyen a Barcellona, ma è nella città catalana che ha trovato stimoli e nuovi orizzonti: “Per Matteo, l’impatto più grande sono stati sicuramente i mille stimoli che questa città regala – spiega la Pastoret -. Ha iniziato a coltivare nuove passioni e ad avere meno paura di mettersi in gioco. La grande differenza che possiamo però sottolineare, soprattutto per Tridimensionati, tra la Valle e questa nuova città che ci ha accolto sta nelle infinite possibilità che ci si sono presentate nonostante il lockdown. In Spagna e in particolar modo in Catalogna, la cultura ha continuato a vivere anche se in modo molto marginale.
Tutti i luoghi della cultura si sono attivati sin dal primo giorno per rendere fruibili le loro offerte online, sono stati avviati workshop di ogni tipo, in meno di un mese quasi tutte le esposizioni erano online. Per noi è stato quindi possibile sognare, perché anche la nostra esposizione inizialmente era prevista in formato virtuale e invece abbiamo la fortuna di farla presenziale, con un accesso limitatissimo di 6 persone per volta, areando la sala in continuazione e disinfettando tutto. Però ci è stata data la possibilità di farlo, probabilmente perché qui la cultura e il turismo vivono in simbiosi. Forse è uno dei pochi luoghi in cui il concetto di turismo culturale è tutelato e valorizzato”.

Tridimensionati
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Nel futuro di Federica e Matteo per ora, come per molti, c’è la voglia di capire cosa succederà, di avere qualche certezza in più, ma di sicuro c’è la voglia di poter realizzare qualcosa a casa. Covid permettendo, i Tridimensionati hanno deciso di organizzare la loro prima personale in Valle d’Aosta, in un luogo che per loro, della Coumba, significa molto: Etroubles. Se la situazione pandemica lo permetterà, sarà possibile vedere le loro opere a fine luglio nel centro espositivo dell’Antica Latteria, grazie alla disponibilità
nonché all’interesse dell’associazione culturale Art Etroubles e del Comune di Etroubles: “Avevamo un’altra proposta, ma esporre nei luoghi in cui siamo cresciuti, è tutta un’altra cosa. Per quanto riguarda lo scenario internazionale, invece, abbiamo un’altra esposizione in programma a Barcellona e stiamo aspettando la conferma per un’esposizione presso il Parcours de l’Art, ad Avignone”.

Tridimensionati
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