Colori intensi, figure sospese tra sogno e realtà, una visione dell’arte capace di unire memoria, amore e trascendenza. È l’universo di Marc Chagall il protagonista della nuova grande mostra che il Museo Archeologico Regionale di Aosta ospiterà dal 20 giugno al 25 ottobre 2026.
Intitolata Marc Chagall. Tra poesia e spiritualità, l’esposizione è realizzata dalla Regione in collaborazione con il Musée National Marc Chagall di Nizza, l’unica istituzione pubblica al mondo interamente dedicata all’artista e custode del celebre ciclo del Messaggio Biblico. La mostra sarà inaugurata venerdì 19 giugno alle 18.

Curata da Grégory Couderc, Anne Dopffer e Alberto Fiz, la rassegna riunisce 120 opere realizzate tra il 1922 e il 1980: dipinti, sculture, gouache, disegni, litografie, libri illustrati e ceramiche provenienti dalle collezioni del museo francese. Alcuni lavori saranno esposti per la prima volta in Italia.
Il percorso espositivo propone una lettura approfondita del rapporto tra Chagall e il sacro, uno dei temi centrali della sua ricerca artistica. Attraverso otto sezioni, il visitatore è accompagnato alla scoperta di un dialogo costante con la Bibbia che attraversa tutta la produzione dell’artista e che, dagli anni Cinquanta in poi, diventa il fulcro della sua attività creativa.

Tra le opere più significative figurano il bozzetto per Il Cantico dei Cantici III del 1957, Il Profeta Isaia del 1968 e La Torre di Davide, realizzata tra il 1968 e il 1971. Accanto a queste trovano spazio lavori degli anni Trenta come La circoncisione di Abramo e Giuseppe riconosciuto dai fratelli, testimonianze di un interesse per i temi biblici coltivato fin dalla giovinezza.
La mostra offre inoltre l’opportunità di approfondire aspetti meno conosciuti della produzione dell’artista. Tra questi la scultura, rappresentata da rare opere come Cristo in croce e Mosé, realizzate tra il 1952 e il 1954, e il lavoro sulle vetrate, uno dei capitoli più affascinanti della sua carriera.
Una sezione specifica è infatti dedicata ai grandi cicli realizzati per edifici religiosi in Europa e in Israele. Attraverso maquette e materiali preparatori, il pubblico potrà immergersi nell’atmosfera delle vetrate create per Assy, Reims, Metz, Chichester e per la sinagoga dell’ospedale Hadassah di Gerusalemme, dove Chagall interpretò le dodici tribù d’Israele attraverso un linguaggio simbolico fatto di lettere ebraiche, animali e fiori.

A rendere ancora più suggestivo il percorso espositivo sarà un grande tappeto collocato al centro della sala principale del museo, sul quale sono riprodotti tutti i luoghi del mondo che conservano le vetrate dell’artista. Una sorta di mappa simbolica che invita il visitatore a seguire le tracce dell’eredità internazionale di Chagall.
“Accogliere l’arte di Marc Chagall nelle sale del Museo Archeologico Regionale rappresenta per la Valle d’Aosta un onore e una grande opportunità”, sottolinea l’assessore regionale alla Cultura Erik Lavevaz. Dopo le mostre dedicate a Joan Miró e Pablo Picasso, la Regione prosegue così il proprio percorso di valorizzazione dei grandi protagonisti dell’arte del Novecento.
