“La storia, nel bene e nel male, è quella dei più. Una famiglia normale. Una donna che non vorrebbe morire, ma che non potendo fare altrimenti cerca di farlo meglio che può. E non è facile ed è sufficiente ad un dramma. Il contesto, per contro, non è drammatico. Nessuno dei personaggi toccati dalla tragedia aggrotta le ciglia, la tragedia non lascia posto al formalismo, è quel che è, si ride e si piange, la vita continua anche quando sta per finire”. E’ tutto semplicemente qui il “Diario di Mariapia” di Fausto Paravidino, enfant prodige del teatro italiano, attore e regista, che porta in scena giovedì 8 novembre alle ore 21 al Teatro Giacosa di Aosta il tema della malattia del cancro, una vicenda realmente accaduta nel suo ambito famigliare e che diventa una storia e uno spettacolo che porta alla riflessione più alta rispetto al tema della malattia.
La trama ce la racconta direttamente Padavidino: “Allora, la premessa è la seguente e cerco di non farla lunga: già malata da tempo, nel 2006, mia madre, Mariapia Cristofolini, medico, da un giorno all’altro perde l’autosufficienza e viene ricoverata all’ospedale di Ovada (AL) per non uscirne più. Nell’ultimo mese e mezzo della sua vita le siamo vicini mia sorella, io, Iris (Fusetti) e numerose altre persone. Malata di Cancro Mariapia è da un po’ che si prepara a morire per cercare di finire la sua vita bene come ha sempre cercato di trascorrerla, ma in ospedale qualcosa non va per il verso giusto. La morte si presenta preceduta da una spossatezza imprevista e da una sensazione di vuoto completamente inedita per Mariapia”.
“Mariapia si deprime. La depressione è l’unica cosa peggiore del Cancro, e ci siamo dentro tutti. Ne parlo con la dottoressa Varese, la sua oncologa, che in passato aveva condiviso con Mariapia il progetto di un libro di medici che raccontano la propria malattia, la Varese le parla e la motiva a raccontare la sua nuova esperienza di malattia affinché questa possa essere utile agli altri. Così Mariapia torna ad essere medico, trova una spinta vitale e insieme cominciamo a scrivere un diario. Quando muore riordino gli appunti e li mando ad amici e parenti, suo fratello Cesare in cambio mi manda il suo di diario. Da allora ho sempre cercato il modo di tradurre questa materia in qualcosa di fruibile agli altri”.
“Il diario di Mariapia” sul palco della Saison Culturelle diventa una commedia che parla della vita, quando si avvicina alla morte e dell’effetto che questo fa ai futuri superstiti. La cosa speciale e sorprendente di questo testo è raccontare una fase straordinaria della vita, forse la più spaventosa, ma con una prospettiva diversa, che oltre a commuoverci sa anche farci sorridere.


