Josef Koudelka e il World Press Photo aprono il programma invernale del Forte di Bard

“Vestiges 1991-2014” è la prima italiana del più imponente dei progetti di Koudelka. Anche due immagini “valdostane”. World Press, Wildlife Photographer of the year e l’Astrattismo in Europa da Malevich a Kandinsky completano la ricca offerta.
John Stanmeyer
Cultura

I più lo ricorderanno per quello splendido reportage sui Gitani che li colse nel loro eterno presente, oppure per le immagini che nel 1968 ha scattato ritraendo le truppe del Patto di Varsavia che invadevano le strade della capitale della Cecoslovacchia mettendo fine alla Primavera di Praga. Stiamo parlando di Josef Koudelka , uno dei maestri della fotografia mondiale, autore di Magnum Photos, l’uomo senza nazionalità, come ama definirsi visto che il suo è un viaggio perenne, senza fissa dimora. Attualmente e fino al 22 marzo 2015, il Getty Center di Los Angeles ospita per l’appunto “Josef Koudelka: nationality doubtful” la prima retrospettiva dedicata al fotografo con in mostra 180 opere, che ripercorrono l’intera carriera del maestro ceco. Il Forte di Bard lo omaggia invece dal 7 dicembre 2014 al 3 maggio 2015 con “Josef Koudelka – Vestiges 1991-2014” la prima esposizione assoluta in Italia del più imponente progetto fotografico che il fotografo ceco ha messo in piedi. “Vestiges” è, infatti, la più ampia documentazione fotografica di luoghi storici sparsi nel mondo, con l’intento di restituirne la bellezza antica e trasformare le macerie in speranza. La mostra, che è sostenuta in Valle d’Aosta dall’Hotel Bellevue per i suoi 90 anni che festeggerà nel 2015, si terrà nelle Cannoniere del Forte di Bard con in esposizione oltre sessanta fotografie, di cui 22 panoramiche di grandissime dimensioni, che coniugheranno il minimalismo dell’approccio del fotografo e della cifra stilistica del suo lavoro con il suggestivo senso di camminamento tra le rovine.

Nell’imponente progetto entrano anche 2 nuovi scatti sulle antiche vestigia romane della Valle d’Aosta: l’artista ha accolto infatti la proposta del Forte di Bard di trascorrere diverse giornate in Valle d’Aosta, tra la tarda primavera e l’estate scorsa, dove ha realizzato, dopo un pellegrinaggio su tutti i siti storici valdostani, due nuove immagini che sono ora entrate a far parte integrante del progetto Vestiges: la prima realizzata lungo la Strada romana delle Gallie a Donnas, la seconda al Teatro Romano di Aosta. In mostra anche la proiezione di circa 350 scatti relativi ai set di Vestiges, oltre alla possibilità di soffermarsi nella consultazione dei più importanti libri sui progetti fotografici dell’artista. “Si tratta di una grande visibilità che viene data alla Valle d’Aosta grazie a questi due scatti” ha evidenziato il Presidente del Forte di Bard, Augusto Rollandin, nella conferenza stampa durante la quale, con l’Ad del Forte, Gabriele Accornero, è stato presentato il ricco programma espositivo invernale.

Accanto alla grande fotografia, che si arricchisce anche quest’anno con il World Press Photo dal 6 dicembre 2014 al 6 gennaio 2015 nelle Cantine del Forte (l’esposizione presenta le immagini più belle e rappresentative che per un anno intero hanno accompagnato, documentato e illustrato gli avvenimenti del nostro tempo sui giornali di tutto il mondo) e con l’esclusiva mostra fotografica Wildlife Photographer of the year, l’evento fotografico più prestigioso e importante del suo genere, dal 31 gennaio al 2 giugno 2015, prima tappa italiana del tour mondiale, ci sarà anche la grande pittura a rendere unica la proposta della Fortezza della cultura alpina.

Astrattismo in Europa da Malevich a Kandinsky è il titolo infatti della grande mostra che dal 24 gennaio al 2 giugno 2015, porterà davanti agli occhi del pubblico oltre 80 opere, principalmente olii e disegni di straordinario valore, appartenenti a una prestigiosa collezione privata tedesca, per la prima volta esposta in Italia e solo in precedenza esposta in due occasioni in Europa. La collezione, riunita con passione e costanza nel corso di anni, costituisce un nucleo tematico omogeneo con aspetti storico-geografici di grande interesse: le opere illustrano mirabilmente le tendenze artistiche dell’Europa Orientale e Centrale durante la prima metà del XX secolo, con particolare attenzione alla nascita della pittura astratta e ai movimenti di arte non figurativa che ne seguirono e che capillarmente si diffusero in tutta l’Europa. Attraverso le opere dei trenta autori presenti in mostra, è possibile ricostruire lo scenario entro cui si è sviluppata una delle principali linee evolutive dell’arte del Novecento, e il milieu culturale che ha visto la nascita di quella che si può definire una vera e propria rivoluzione dell’immagine.

Ulteriori informazioni: www.fortedibard.it
 

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