Merlini e i suoi spazi d’ascolto, un viaggio verso l’alto

Trentadue opere fotografiche, in bianco e nero e a colori, offrono un percorso verticale unico che, partendo dalle “cose terrene”, consente al visitatore di salire in quota sino a toccare le creste e le cime delle montagne valdostane
Costantino Merlini
Cultura
Bosco, montagna e cielo. Sono questi i tre spazi d’ascolto che dettano il percorso della mostra fotografica dell’architetto e fotografo Costantino Merlini, allestita all’Espace Porta Decumana della Biblioteca Regionale di Aosta e inaugurata lo scorso 11 dicembre.
Queste tre dimensioni racchiuse in trentadue opere fotografiche, in bianco e nero e a colori, offrono un percorso verticale unico che, partendo dalle “cose terrene”, consente al visitatore di salire in quota sino a toccare le creste e le cime delle montagne, per poi spiccare metaforicamente il volo verso un confronto con le insondabili oscurità dello spazio e con il misterioso divenire delle stelle.
Costantino Merlini, artista lombardo che vive a Tronzano (VC) da molti anni, è ritenuto un importante fotografo di montagna che si distingue per la qualità delle sue opere e per una significativa sperimentazione tecnica, ben visibile nelle mostra che immortala luoghi valdostani.
Le lunghe esposizioni notturne e l’utilizzo di artifici di luce che emergono dalle immagini creano paesaggi e situazioni che vanno oltre la realtà e che testimoniano come Merlini, al cospetto dei grandi 4.000 che vegliano sulla Valle, abbia trovato gli ennesimi, mirabili spazi di ascolto che gli hanno permesso di proseguire la sua personale indagine etica-estetica, come lui stesso l'ha definita, sino all'alba degli anni Duemila, rappresentando l'anello mancante della sua ricerca, la testa di ponte ideale fra cielo e terra.
L’esposizione, curata da Leonardo Acerbi, è accompagnata da un catalogo bilingue e  resterà aperta sino al 7 marzo 2010.

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