Cultura e spettacolo di Silvia Pandolfini |

Ultima modifica: 2 Agosto 2021 11:15

Napoleonica in una nuova veste: al Forte di Bard in scena il giorno dopo l’assedio

Bard - Questo fine settimana il Forte di Bard ha accolto 10 gruppi di rievocatori storici in vesti di soldati e civili del 1800. E’ stata diversa dalle precedenti, Napoleonica 2021, che invece di riprodurre l’assedio del castello, imbandisce il giorno successivo. Il maltempo riduce il pubblico, ma non il fascino dell’evento e la dedizione dei rievocatori, che raccontano usi e costumi dell’epoca e le motivazioni della loro passione.

Rievocatori di soldati

Ancora non esisteva il Forte di Bard quando nel 1800 le truppe napoleoniche si avventarono sul confine; quello che Napoleone tentò di assediare, invano, era ancora solo un castello medievale. Il Forte di Bard come lo vediamo oggi risale al 1830. Il passaggio di Napoleone è comunque un evento rilevante, per noi valdostani, che viene commemorato in occasione della manifestazione biennale Napoleonica.

Per rispettare le regole anti-contagio, si è elaborata per questa sesta edizione una versione rivisitata, sempre impattante e coerente, pur senza battaglie. Invece di ricreare l’assedio al Forte, quest’anno si è ricostruito il giorno successivo all’assedio, insieme ad una serie di rappresentazioni didattiche di costumi e abitudini dell’epoca. Lungo le mura sostavano diversi gruppi di soldati intenti a giocare a carte, discutere, riposare, mentre altri esibivano il loro addestramento in piazza o in marcia per il borgo. Alcuni civili ballavano, prendevano il tè e ostentavano aspetti caratteristici dell’epoca napoleonica. 

soldati
Rievocatori di soldati

“I visitatori possono chiedermi informazioni sulla storia dell’abito e vedere come si vestivano all’epoca” spiega Paola, una rievocatrice de “La Quarantesima”, l’associazione piemontese che organizza Napoleonica dalla sua prima edizione. “Possono vedere una simulazione di un interno di una villa dell’epoca o scoprire come ci si truccava e pettinava. Nadia invece racconta l’aspetto dei balli” conclude, indicando la donna vicino al suo gazebo, con un’alta capigliatura e un abito bianco.  Il primo ballo organizzato da Napoleone è costato la bellezza di un milione di franchi” racconta Nadia “Il ballo rappresentava un commercio vero e proprio. Ai tempi non si usava ancora il valzer a coppia chiusa e i ballerini non danzavano nemmeno uno di fronte all’altro, ma accostati”. 

Come ammette Paola, “quest’anno Napoleonica è più piccola” e il maltempo ha frenato gran parte del pubblico. Ciononostante, i rievocatori non si sono risparmiati. Hanno partecipato a Napoleonica 2021 dieci gruppi, provenienti da nord e centro Italia, Francia, Germania e  Svizzera.

Secondo Renzo Zenzolo, veneziano calato nei panni di un prigioniero inglese, fare il rievocatore “è un passaggio: da bambini si gioca ai soldatini, e da grande lo si diventa. Tutti noi abbiamo passione per la storia. Le rievocazioni si sono iniziate a fare in Inghilterra 50-60 anni fa, è un hobby che costa parecchio sia in termini economici che temporali”. Infatti, l’azione dei rievocatori comprende anche una continua ricerca e documentazione. Sono gruppi selettivi, “per entrare si deve seguire un certo comportamento, garantire la sicurezza e non ci si può vestire come per fare carnevale”. Per procurarsi degli abiti fedeli a quelli dell’epoca, ci si rivolge a sarti di alto livello, e ad artigiani per le scarpe, non si tratta di certo di indumenti di produzione industriale.  “Il mio vestito è costato 700-800 euro, e io sono andato sul leggero” esemplifica Renzo “C’è chi indossa anche capi o accessori originali dell’epoca. I miei occhiali, ad esempio, sono dell’Ottocento”. Vale lo stesso discorso per le armi: “Qualche rievocatore usa armi originali, mentre chi le compra può arrivare a spendere anche 2000 euro. Per utilizzarle si firmano apposite autorizzazioni”. Parecchi tra loro sono militari, o ex militari, “è gente preparata e seguita, non improvvisata” rassicura Renzo, che si impegna nelle attività di rievocazione da 25 anni. 
Non è assolutamente vero che chi rievoca azioni belliche è un guerrafondaio, anzi, è qualcuno che odia la guerra perché conosce la fatica che si prova in un campo di battaglia vero. Replicare una battaglia implica tempi di istruzione molto lunghi, necessari anche per evitare di farsi e fare male”.  

In ultimo, la manifestazione è stata celebrata con uno speciale annullo filatelico realizzato da Poste Italiane, anche in occasione del bicentenario della morte di Napoleone.

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