Il brutto tempo e il momento di ristrettezze economiche per molte famiglie hanno fatto ‘rallentare’ questa edizione. E gli artigiani lamentano il brusco calo degli affari.
Soddisfazione da parte degli organizzatori per il primo giorno di Fiera di Sant'Orso. Nonostante il maltempo e il fatto che quest'anno la Millenaria cada in settimana, i visitatori hanno risposto bene agli inviti lanciati dalla Valle d'Aosta.
Per il 30esimo anno di presenza alla Foire de St.Ours questo artigiani di Gressan ha portato un mezzo caro ai valdostani: l’ape, compagna di lavoro per gli adulti, e di gioco per i più giovani delle vallate. Un lavoro certosino molto apprezzato.
Tra colori e fiori, un “Tir valdostano” in legno, un albero di Natale magico, opere d’arte innumerovoli, musica, sguardi, e tutta la magia del legno che si declina sui banchi degli espositori. Anche quest’anno un grande artigianato. Ph. M.Vignolini.
Fiera di Sant'Orso. Far rinascere attraverso la scultura pezzi di legno ormai abbandonati: religionistà e vita agricola emergono dall'essenza lignea e riprendono vita. Quest'anno porta in Fiera la natività, una latteria e scene di vita quotidiana.
Con l'opera "S...cultura S...caduta" esposta in via Porta pretoria, l'artista Angelo Bettoni vuole ribellarsi allo scarso interesse che c'è nei confronti della cultura, dei libri e della ricerca. L'opera ha vinto un premio importante a Belluno.
Come vuole la tradizione, la Fiera di Sant'Orso, giunta alla 1012esima edizione, si è aperta questa mattina, lunedì 30 gennaio, all'alba con la sfilata delle autorità, percedute dalla banda municipale, dall'Arco di Augusto fino alle Porte Pretoriane.
Nei banchi della fiera sono sempre più numerose le donne. Sabina Marquet ha portato alla fiera tutte opere ispirate profondamente alla sua condizione di madre. Manuela Miozzi ha scoperto solo da alcuni anni la sua grande passione per il legno.
I prezzi delle specialità sono fissati dall'Associazione regionale delle Proloco e vanno dai 6 euro per i piatti freddi di salumi e formaggi, per la polenta con carne o per i piatti unici, 2 euro per i dolci.
La tradizione di questi oggetti agricoli viene mantenuta in Valle d'Aosta grazie al corso attivato dalla Biblioteca di Saint-Christophe. Dieci corsisti che quest'anno hanno deciso di costruire questi oggetti esattamente come si facevano una volta.
Per conoscere tutto quello che c’è da sapere su uno dei pezzi più gettonati della fiera basta andare al banco 420 di via de Tillier. Ad attendervi c’è Italo Verthuy che è pronto a svelarvi ogni curiosità sulle sue gemme di castagno.