Pnrr, 2,4 milioni per 16 interventi di restauro del patrimonio architettonico rurale

Domande a sportello dal 4 maggio 2022 e non oltre il 20 maggio 2022. Ciascun intervento godrà di un contributo fino ad un massimo di 150.000 euro.
Immagine di archivio - Rascard
Cultura

Ammontano a circa 2,4 milioni di euro i fondi che il Ministero della Cultura ha assegnato alla Valle d’Aosta, a valere sulle risorse del PNRR, con l’obiettivo di finanziare almeno 16 interventi di restauro e la valorizzazione del patrimonio architettonico e paesaggistico rurale.

L’avviso pubblico è stato approvato oggi dalla Giunta regionale. L’investimento è destinato a interventi di recupero di manufatti e fabbricati rurali storici, colture agricole di interesse storico ed elementi dell’architettura e del paesaggio rurale tradizionali, di proprietà di soggetti privati e del terzo settore, per garantire che tale patrimonio sia preservato e messo a disposizione del pubblico.
Possono essere recuperati edifici storici destinati ad abitazione rurale o ad attività funzionali all’agricoltura, come ad esempio mulini, stadel, raccards, greniers, ma anche chiese rurali ed edicole votive, terrazzamenti, fontane e altre strutture del paesaggio rurale valdostano che non siano stati irreversibilmente alterati nell’impianto tipologico originario, nelle caratteristiche architettonico-costruttive e nei materiali tradizionali impiegati, allo scopo di tutelare e valorizzare i beni della cultura materiale e immateriale e di ripristinare la qualità paesaggistica dei luoghi, nonché di promuovere nuove iniziative e attività legate alla fruizione turistico-culturale sostenibile e legate alle tradizioni e alla cultura locale.

Ciascun intervento godrà di un contributo fino ad un massimo di 150.000 euro, come forma di cofinanziamento per un’aliquota dell’80%. Il contributo è portato al 100% se il bene è oggetto di dichiarazione di interesse culturale, ferma restando la soglia massima di 150.000,00 euro.

I beni oggetto di intervento dovranno essere resi disponibili alla pubblica fruizione, per un tempo congruo che sarà stabilito in apposito atto predisposto dal Ministero della cultura d’intesa con le Regioni, anche attraverso la realizzazione e l’allestimento di spazi da destinare a piccoli servizi culturali, sociali, ambientali turistici (escluso l’uso ricettivo), per l’educazione ambientale e la conoscenza del territorio.

Gli interventi, pena revoca del finanziamento, dovranno essere avviati entro il 30 giugno 2023 e conclusi entro il 31 dicembre 2025. I proprietari, possessorio detentori dei beni devono impegnarsi a proseguir l’attività oggetto dell’intervento per una durata di almeno 5 anni dopo la conclusione dell’intervento.

Come stabilito dal Ministero della cultura, la selezione degli interventi sarà a sportello ovvero la concessione del contributo sarà determinata a seguito di valutazione delle domande, in ordine temporale di arrivo delle stesse. Le domande formalmente ammissibili e che otterranno almeno 60 punti nella valutazione di merito saranno ammesse a finanziamento seguendo l’ordine temporale di presentazione e fino ad esaurimento delle risorse disponibili. La valutazione di merito sarà effettuata da un’apposita Commissione nominata dalla Regione, in cui sarà presente un rappresentante designato dal Ministero, secondo i criteri stabiliti nello schema predisposto dallo stesso Ministero.

I soggetti proponenti che intendono presentare la domanda di finanziamento devono essere obbligatoriamente in possesso di una casella di posta elettronica certificata e di firma digitale.

Le domande dovranno essere presentate, dai soggetti proponenti, a partire dal 4 maggio 2022 e non oltre il 20 maggio 2022, esclusivamente tramite l’applicativo predisposto da Cassa Depositi e Prestiti per tutte le Regioni che sarà accessibile dal sito istituzionale della Regione .

Per informazioni:  Dipartimento Soprintendenza per i beni e le attività culturali tel. 0165/ 274342, 274339, 274352.

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