Saison Culturelle: prima Placido e poi Enzo Avitabile con i Bottari di Portici

Il 21 e 22 gennaio Placido porta il suo Re Lear al Teatro Giacosa di Aosta. Il 26 gennaio il Palais di Saint Vincent accoglie il suggestivo e singolare spettacolo del sassofonista Enzo Avitabile con i Bottari di Portici, Raz e Daby Touré.
Enzo Avitabile
Cultura

Arriva al Teatro Giacosa di Aosta stasera, 21 gennaio, e domani martedì 22 il doppio appuntamento con il Re Lear di Michele Placido, nel doppio ruolo di attore e regista, affiancato alla regia da Francesco Manetti. Re Lear di William Shakespeare, rivisto da Placido, ripercorre concetti come l’amore e il dovere, il potere e la perdita, il bene e il male, racconta della fine di un mondo, il crollo di tutte le certezze di un’epoca, lo sgomento dell’essere umano di fronte all’imperscrutabilità delle leggi dell’universo. Un dramma sempre attuale, una tragedia i cui legami con la realtà odierne sono immediati perché nonostante il tempo che passa la natura umana rimane la stessa. Lo spettacolo di Placido offre dunque l’ennesima riflessione sulla conoscenza di che cosa sia l’uomo di fronte all’universo, raggiunta attraverso un percorso di spoliazione in cui l’amore e la solidarietà si mostrano nella loro essenza terribilmente umana.

La Saison culturelle si sposta poi al Palais di Saint-Vincent il 26 gennaio alle ore 21 per offrire le calde e intense tarante e tammurriate di Enzo Avitabile e i Bottari di Portici con Raz e Daby Touré.
L’appuntamento, creato appositamente per la Saison, è tra i più interessanti della stagione valdostana e presenta la travolgente Black Tarantella di Avitale, già vincitrice del Premio Tenco come miglior album in dialetto 2012. Si tratta del diciottesimo disco del sassofonista partenopeo, cantautore e musicologo a trent’anni esatti dal suo esordio. Il concerto fonde le atmosfere mediterranee della canzone d’autore di Avitabile, il folk dei Bottari, il rock di Raiz e la World music di Daby Touré, una vera e propria sintesi unica tra tradizione e innovazione, folklore contadino e musica rock, jazz e partenopea. “Insieme, a raccontare una musica nomade, quella che dipinge da secoli le diverse identità del nostro Sud ma che può diventare l’esperanto sonoro di tutto il Mediterraneo, Africa compresa” si legge nella presentazione dello spettacolo.

In particolare, il chitarrista e polistrumentista Daby Touré, nato in Mali da una famiglia di conciatori di pelle di coccodrillo e cresciuto tra Senegal e Mauritania ascoltando Marley e i Police, torna idealmente alle sue radici e colora musicalmente di “black” questo concerto e l’idea stessa di tarantella. E alla Saison Culturelle, la Black Tarantella assume colori inediti grazie alla presenza della voce potente e ferma di Raiz (99 Posse e Almamegretta, lo scorso anno uscito con il terzo album da solista, Ya!), Touré e, naturalmente, delle percussioni vitali dei Bottari, suonatori campani di botti, tini e falci, ponte sonoro tra memoria e futuro. I Bottari di Portici, celebrati in tutto il mondo, hanno portato i rituali delle processioni e del lavoro nei campi di canapa nei teatri e nei festival internazionali. Per scacciare il diavolo, percuotono gli strumenti da lavoro e creano stupefacenti tarantelle e "musica dei morti".
 

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