Si avvera il sogno dei Minimo Vitale: apriranno il concerto dei Marlene Kuntz

Alberto Neri, Davide Torrione, Luca Consonni, Josy Brazzale e Alessandro Longo sarebbero dovuti essere all’Open Baladin di Cuneo venerdì 19 maggio, con un ampio seguito di valdostani.
MINIMO VITALE
Cultura

Non sarà magari “una prodezza al giorno”, ma gli ultimi dodici mesi hanno regalato ai Minimo Vitale tre grandissimi colpi: a settembre 2022 la vittoria del contest nazionale “Rock Targato Italia”, a marzo la pubblicazione del primo album “minimovitale”, ed era anche arrivata la ciliegina sulla torta, non solo dell’ultimo anno ma – forse, per ora – di una carriera e di una passione musicale, quasi un cerchio che si chiude. I Minimo Vitale avrebbero dovuto aprire il concerto dei Marlene Kuntz di venerdì 19 maggio all’Open Baladin di Cuneo. Una data speciale, perché la band piemontese avrebbe giocato proprio in casa sua, e lo avrebbe fatto per la prima volta dalla scomparsa dello storico batterista Luca Bergia. Dovevano portare il loro ultimo album, “Karma Clima”, con il video del singolo “Vita su Marte” che è stato girato al Lago Blu in Val d’Ayas.

A proposito di clima, il meteo si è messo di traverso, perché il concerto sarebbe dovuto essere all’aperto ma le previsioni dicono “lampi, tuoni e saette, schianti di latte, fragori e albori di guerre universali”. La data è stata quindi annullata e rinviata a data da destinarsi.

Seduti al tavolino di un bar, la gente passa, saluta Alberto Neri, frontman dei Minimo Vitale, si complimenta, chiede informazioni. Ci sarebbero dovuti essere tanti valdostani a Cuneo alle 21 (il concerto era gratuito), ma anche tanti amici da tutta Italia: Monfalcone, Milano, Monza, Parma, Pisa… “I Marlene Kuntz non sono solo il mio gruppo preferito, ma attorno a loro si è creato un mondo, una famiglia, che per me è diventato un pezzo di vita gigantesco”, racconta Alberto. “Dai tempi in cui scrivevo sui forum, sono nate delle amicizie profonde, ho conosciuto delle persone che sono tra le più importanti della mia vita, e che sarebbero venuti apposta per vederci perché questo era un sogno che si avvera”. Tutto in fumo? “No, resta comunque la soddisfazione di essere stati chiamati per aprire il concerto. Speriamo si riesca a riprogrammare”.

Un sogno che ha avuto una genesi progressiva e che nasce proprio dalla vittoria di Rock Targato Italia, un trampolino che ha fatto conoscere l’album in giro per l’Italia, con una ventina di recensioni (praticamente tutte positive) anche sulle più importanti riviste di settore. Tramite un amico comune, “minimovitale” è finito nelle mani di Beppe Godano, fratello di Cristiano (leader dei Marlene Kuntz) e manager del gruppo, che è rimasto entusiasta: “Mi ha chiamato e mi ha detto che volevano che aprissimo un loro concerto”. E così Alberto Neri (voce), Davide Torrione (basso), Luca Consonni (chitarra), Josy Brazzale (chitarra) e Alessandro Longo (batteria) hanno iniziato ad organizzarsi. La prima proposta era per il 28 aprile a Bergamo, ma alcuni elementi dei Minimo Vitale non potevano essere presenti.

Minimo Vitale
Minimo Vitale

Per Alberto Neri sarebbe stato il 73° concerto dei Marlene, ma il primo “dall’altra parte della barricata”. La sua capacità di scrivere testi si sposa con l’abilità nel raccontare e con una memoria impeccabile: “Li ho visti per la prima volta nel 1996 al Libera Tutti, ma li conoscevo ancora poco”, ricorda. “Li ho poi conosciuti di persona nel 1999 a Europa in Blue Jeans al Tesolin, con i Soluzione che aprivano. Ero al mio decimo loro concerto, più o meno, e da lì è nato un rapporto che posso definire di amicizia”. L’ultimo concerto dei Marlene a cui Alberto ha assistito è stato il 25 marzo a Saluzzo, il giorno del funerale di Luca Bergia: “È stato emozionante e devastante. Oltre ad essere un musicista formidabile, per me è stato come perdere un amico”.

La soddisfazione dei Minimo Vitale va al di là dell’evento del 19 maggio, una pietra miliare per loro. Il disco ha significato tanto: “È registrato veramente bene, ha tutti i canoni di un disco “vero” e questo fa la differenza. Abbiamo tirato fuori qualcosa di nostro, che ha valore anche al di fuori, viste le buone recensioni”, conclude Alberto Neri. “Spiace un po’ non poterlo sfruttare in pieno, perché di date ce ne sarebbero tante ma non siamo più dei ragazzini, abbiamo famiglie, lavori e non possiamo fare tutti i concerti che vorremmo. Vorrei però almeno arrivare al secondo disco”.

Ma ora si pensa al futuro: la festa non sarà mesta, ma solo rimandata.

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