Un flusso continuo di suoni, gesti e movimenti ha attraversato domenica 14 giugno il salone polivalente di Arvier, trasformando il saggio-spettacolo di Sgmd in un racconto collettivo. “Vibrazioni@Sgmd 2026” ha portato sul palco allievi, docenti e collaboratori della Scuola di musica, danza, arte e oltre, con una serata costruita attorno al tema “I 5 elementi”.
L’appuntamento, giunto al dodicesimo anno dalla prima edizione del 2015, ha confermato la formula del progetto: coinvolgere tutte le attività della scuola, dalla musica alla danza, mettendo in scena allievi di età e livelli diversi insieme agli insegnanti. Il tema scelto per l’edizione 2026 è stato quello dei cinque elementi della cultura cinese: legno, fuoco, terra, metallo e acqua, legati tra loro in un flusso circolare continuo.
La serata ha visto una notevole partecipazione di pubblico. “L’evento ha visto una notevole partecipazione di pubblico, persone che si sono fatte coinvolgere ed emozionare dal flusso continuo, ogni attività era legata alla precedente e alla seguente con una voce fuori campo che indicava le orme nella scaletta, di un tema delizioso: ‘I 5 elementi’ della cultura cinese”, spiega il direttore artistico Matteo Cigna. “Note, colori, melodie, passi di danza, parole ed elementi sviscerati per unire in un unico cerchio 5 stati, 5 palchi, 5 identità, 5… che si toccavano e rincorrevano”, aggiunge Cigna.
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Sul palco si sono alternati brani musicali, passi di danza, parole e colori, con l’obiettivo di tradurre i cinque elementi in stati d’animo, identità sceniche e momenti espressivi. Il programma ha attraversato repertori diversi, da “Greensleeves” a “Zombie”, dalla “Marcia turca” alla “Primavera” di Vivaldi, fino a brani legati alla danza afro, irlandese e ai laboratori musicali. La direzione artistica è stata affidata a Matteo Cigna. Ospiti speciali della serata sono stati Marco Bellafiore e Luca Benedetto, con il service audio e luci di Fumasoli Audio & Lights Rental.
Per Sgmd, “Vibrazioni” rappresenta un momento di sintesi del lavoro svolto durante l’anno nei corsi della scuola. L’edizione 2026 ha segnato anche una nuova direzione artistica, con uno sguardo verso l’Oriente e verso un linguaggio scenico pensato per unire musica, corpo e movimento.





































