World Press e Joseph Koudelka a Bard: la grande fotografia mondiale protagonista dal 6 dicembre

Due appuntamenti da non perdere per gli amanti della fotografia. Le migliori fotografie del fotogiornalismo mondiale e il progetto Vestiges del fotografo membro della Magnum tra le mura del Forte di Bard. Presente all’inaugurazione anche Joseph Koudelka.
Ph. John Stanmeyer
Cultura

Per gli amanti della fotografia le prossime due mostre che si inaugureranno al Forte di Bard tra il 6 e 7 dicembre rappresentano davvero un regalo di Natale anticipato. Il Worl Press Photo e Joseph Koudelka sono un binomio che non si dimentica facilmente. Il giro di emozione attraverso gli occhi comincia il 6 dicembre 2014 con l’apertura del World Press Photo, risultato del più importante concorso internazionale di fotogiornalismo organizzato dal 1955, dalla World Press Photo Foundation, organizzazione indipendente senza scopo di lucro con sede ad Amsterdam.

L’esposizione presenta le immagini più belle e rappresentative che per un anno intero hanno accompagnato, documentato e illustrato gli avvenimenti del nostro tempo sui giornali di tutto il mondo. L’esposizione non è soltanto una galleria di immagini sensazionali, ma è anche un documento storico che permette di rivivere gli eventi cruciali del nostro tempo. In questa edizione hanno partecipato 5.754 fotografi provenienti da 132 paesi, per un totale di 98.671 immagini selezionate.
Ogni anno un’immagine diventa icona del premio e quest’anno è toccata a quella del fotografo americano John Stanmeyer di VII Photo Agency. La Foto dell’anno 2013 raffigura infatti alcuni migranti africani di notte lungo la costa di Gibuti alzano al cielo i loro cellulari per captare il segnale dalla vicina Somalia per poter parlare con i loro cari. Lo Stato di Gibuti è una tappa consueta per i migranti in transito dalla Somalia, Etiopia ed Eritrea che cercano di arrivare in Europa e in Medio Oriente. L’istantanea, scattata per conto del National Geographic, ha vinto anche il primo premio nella categoria ‘Contemporary Issues’. Tra i premiati anche tre fotografi italiani Bruno D’Amicis, Gianluca Panella e Alessandro Penso. Il percorso espositivo, allestito nelle sale delle Cantine del Forte, è suddiviso in nove sezioni equivalenti alle nove categorie del concorso: vita quotidiana, protagonisti dell’attualità, notizie brevi, notizie generali, natura, storie d’attualità, arte e spettacolo, ritratti, sport. Le immagini sono presentate senza censure.

Se la premessa è ottima il proseguo lo è ancora di più perché il 7 dicembre sarà la volta di uno dei fotografi che hanno fatto storia e che, oggi 76enne, continua a fotografare senza sosta, perché un uomo che si definisce senza “patria” e senza “fissa dimora” non ha altro da fare se non rappresentare quel mondo che continua a girare. Si tratta di Joseph Koudelka, membro dell’agenzia Magnum Photos, che con Vestiges 1991-2014 presenta al pubblico la grandezza dei più importanti siti archeologici mondiali. Il fotografo, che interverrà all’apertura della mostra, parteciperà anche a uno special event nel corso della mostra, dedicato ai suoi progetti più rilevanti oltre ad un Q&A con il pubblico. A rendere imponente tale progetto non è solo il fil rouge scelto ma anche il tipo di allestimento che proporrà 60 immagini di cui 22 panoramiche di grandissime dimensioni.

Si tratta della prima esposizione assoluta in Italia del più imponente progetto fotografico di Koudelka, impegnato da oltre vent’anni su questo fronte. La cultura romana e greca tornano protagoniste nelle sue immagini scattate dalla Grecia al Libano, dalla Siria all’Algeria, dalla Turchia all’Italia e oltre duecento località che si affacciano sul Mar Mediterraneo. Un’esplorazione davvero unica che non ha precedenti in luoghi simbolo come il Tempio di Delfi, i Templi di Zeus e Poseidone in Grecia, il Foro Romano e la Via Appia a Roma, il Tempio di Sibilla a Tivoli, il Tempio di Apollo in Turchia, le tombe di Petra in Giordania, le rovine di Sabratha, in Libia.
La disposizione delle immagini, all’interno delle sale delle Cannoniere della fortezza, rievoca un percorso alla scoperta di luoghi straordinari che Koudelka ha voluto immortalare per documentarne e promuoverne la bellezza, da maestro dell’immagine e del paesaggio. In mostra anche la proiezione di circa 350 scatti relativi ai set di Vestiges, oltre alla possibilità di soffermarsi nella consultazione dei più importanti libri sui progetti fotografici dell’artista.

Nel progetto Vestiges rientrano inoltre da quest’anno anche 2 immagini valdostane. Joseph Koudelka è stato infatti in Valle d’Aosta nel corso dei mesi passati per realizzare uno shooting site specific. Dal suo pellegrinaggio tra le antiche pietre valdostane sono riuscite due immagini, Koudelka infatti all’invito non ha fatto promesse “vengo ma non per forza è detto che escano immagini da mettere nel progetto”. Invece l’attesa e l’osservazione del maestro della fotografia hanno portato a due foto che gireranno il mondo: la prima realizzata lungo la Strada romana delle Gallie a Donnas, la seconda al Teatro Romano di Aosta.
La storia di Josef Koudelka è affascinante e singolare e il pubblico è invitato a scoprirla durante la mostra, per scoprire la vita di un fotografo e appropriarsi così di chiavi di lettura per leggere con gli occhi immagini straordinarie. Di Koudelka i più conosceranno le sue più importanti pubblicazioni: “Gypsies” (Prix Nadar, 1975); “Exiles” (1988); Chaos (2000); “Invasion Prague 68” (2008); “Lime” (2012). Koudelka ha vinto la Robert Capa Gold Medal Award nel 1969; il Grand Prix de la Photographie in Paris nel 1987, l’Henri Cartier-Bresson Award nel 1991 e l’Hasselblad Award nel 1992. Dal 2009 è membro della Berlin Academy of Arts.

 

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