Economia e lavoro di Nathalie Grange |

Ultima modifica: 28 Dicembre 2020 9:38

Lo sci non riparte il 7 gennaio: il CTS manda indietro il protocollo sanitario

Aosta - L’Assessore Luigi Bertschy: “Positivo il fatto che finalmente si inizi un confronto, molto negativo che lo si faccia con questo ritardo”. E ancora: "Sui ristori valuteremo il valore che il Governo Conte da alla Montagna e a chi vive in montagna".

Comprensorio La Thuile

Alla Regione Valle d’Aosta ancora non è arrivato nulla di ufficiale, ma si ha conferma del fatto che il Comitato tecnico scientifico ha rimandato indietro il protocollo sanitario per lo sci elaborato dagli impianti di risalita e dalle Regioni giudicandolo insufficiente a prevenire il contagio. Un documento, quello del CTS, che di fatto sposta a data da destinarsi la riapertura delle stazioni sciistiche indicata inizialmente per il 7 di gennaio.

Secondo il CTS le stazioni sciistiche potranno riaprire solo nelle regioni classificate in giallo e dopo una rivalutazione epidemiologica. Nel merito, i problemi evidenziati riguardano innanzitutto la portata di cabinovie e funivie chiuse che, secondo gli esperti del Comitato, devono essere equiparati al trasporto pubblico locale e quindi prevedere una capienza massima del 50%.

Altre osservazioni riguardano invece il contingentamento delle presenze nelle stazioni mediante l’utilizzo di un tetto massimo di skipass giornalieri. Il che prevede la strutturazione di un sistema di prenotazione degli skipass e degli utenti che possono accedere ai comprensori.

L'assessore regionale Luigi Bertschy.
L’assessore regionale Luigi Bertschy.

“Le osservazioni sono superabili e appena perverranno le valuteremo” sottolinea l’Assessore Luigi Bertschy, Assessore allo sviluppo economico, formazione e lavoro. “E’ positivo il fatto che finalmente si inizi un confronto, ma giudico molto negativo che lo si faccia con questo ritardo” sottolinea Berschy. “Sono in contatto con le altre Regioni, in particolare con il Trentino, e lunedì lavoreremo sia sul piano politico che su quello tecnico per riportare al più presto il protocollo alla conferenza dei Presidenti delle Regioni”.

L’Assessore riprende poi il tema dei ristori vista la stagione sciistica fortemente penalizzata. “Questo enorme danno economico deve essere ristorato: su questo valuteremo il valore che il Governo Conte da alla Montagna e a chi vive in montagna”.

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5 commenti su “Lo sci non riparte il 7 gennaio: il CTS manda indietro il protocollo sanitario”

  • Antonio Luciani says:

    Che dire… Amante della montagna dello sci speriamo bene anche se ha questi signori vorrei dire se hanno mai visto lo squallore del calcio dove tutto è permesso abbracci trasferte sia in Italia che all’estero e poi quanto positivi hanno. Nn ultimo il Frosinone 9…per poi delle vacanze natalizie fuori dell’Italia… Cari signori del cts e politici se veramente siete così bravi chiudete il calcio…. Ma quando mai vi ritroverete in poco tempo in mezzo alla strada…. Una cosa è certa la montagna è vita…..

    • Sono un’amante della montagna, sci discesa, sci alpinismo e arrampicata. Ho casa in montagna ed è tra i luoghi ove riesco a rilassarmi. Dico una cosa sola…….CONTE & Co sarebbe meglio nn fossero mai esistiti. Buon proseguimento a tutti…..

  • Mah, parlare di corrotti del CTS , che peraltro neanche conosco, quando abbiamo la più grande infiltazione di ndrangheta in regione, mi sembra veramente farla fuori dal vaso. Diciamo piuttosto che contiamo come il due di picche quando la briscola è cuori e soprattutto che la situazione è tale per via del solito stile di raccomandati e raccomandazioni che contrassegna il mondo del lavoro in valle.

  • Si parla tanto di ristori, ma i soldi che servono a finanziare i fantomatici ristori vengono dalle tasse. Se non si lavora, non si hanno i soldi per le tasse; se il gettito fiscale diminuisce, lo Stato che cosa userà? I soldi del Monopoli?
    Ormai tra reddito di nullafacenza, bonus per monopattini, bonus vacanze, lotteria degli scontrini fiscali, ecc. sembra di essere su una enorme giostra che sta per schiantarsi. Finanziamo di tutto e di più, ma i soldi VERI da dove verranno?

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