Economia e lavoro di Nathalie Grange |

Ultima modifica: 17 Luglio 2021 22:46

Stop alle MTB su alcuni sentieri di Courmayeur: i professionisti insorgono

Courmayeur - L’Associazione valdostana maestri di mountain-bike e ciclismo fuoristrada ha espresso sconcerto e preoccupazione per le ricadute economiche e di immagine che la scelta determina e chiede alla Regione di intervenire.

Fino al 30 ottobre prossimo le biciclette, mountain bike e e-bike, non potranno più circolare su tre sentieri nella zona del Tour du Mont Blanc. Si tratta, in particolare, della balconata alta Col Sapin- Tete tronche-Rifugio Bertone, del tratto Leichy- Rifugio Bertone-Val Sapin e del sentiero Lago Checrouit – Arp Vieille – Lago Combal.

A disporre il divieto un’ordinanza firmata dal sindaco Roberto Rota animato dalla volontà di gestire quelle situazioni in cui “la coesistenza tra ciclisti ed escursionisti a piedi comporta un reale rischio per la sicurezza dei frequentatori della montagna”.

La decisione non è piaciuta a diverse realtà del mondo della bicicletta. L’Associazione valdostana maestri di mountain-bike e ciclismo fuoristrada, esprime sconcerto e preoccupazione per le ricadute economiche e di immagine che la scelta determina. “Diversi nostri associati, professionisti della mountain bike, organizzano e hanno già venduto a diversi clienti il Tour du Mont Blanc su quei sentieri e ora si trovano in grande difficoltà” spiega il Presidente Daniele Herin.

“Il numero delle biciclette è aumentato in maniera esponenziale, ne siamo consapevoli, e siamo anche d’accordo che debba essere regolamentato” sottolinea ancora Herin. “Prima di arrivare a scelte così estreme, si potevano, però, trovare e concertare soluzioni tecniche o giuridiche meno drastiche”.

Per trovare una soluzione l’AVMTB si rivolge all’amministrazione regionale chiedendo di intervenire per trovare una soluzione che possa tenere insieme le esigenze di tutti, di chi accompagna i turisti in mountain bike, degli amministratori comunali e dei gestori di attività private.

Anche Claudio Cheraz del Velò club Courmayeur esprime perplessità. “Così si rischia di far passare il messaggio che Courmayeur non vuole le biciclette, cosa assolutamente non vera”. Anche da parte del Vélò Club il rammarico di non essere stato chiamati dal Comune. “Forse c’erano altre soluzioni: in altri comuni, come a Roisan, sono state regolamentati i sentieri con cartelli che invitano i ciclisti a dare la precedenza ai pedoni”.

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