Rivalutare il ruolo della parola nelle sue varie espressioni, promuovere l’editoria e la lettura, inserire la Valle d’Aosta nel circuito dei Festival culturali. Con questo obiettivo l’Assessorato regionale all’Istruzione e Cultura (quest’anno in sinergia con la Chambre d’Entréprise Valdotaine) ha promosso la terza edizione di Babel. Film, concerti, spettacoli ma soprattutto dialoghi hanno caratterizzato il programma del Festival della parola, allestito nel salotto bene della città. Una manifestazione fresca, nuova nel suo genere, capace di entusiasmare e far riflettere proponendo una bella pagina di cultura per tutti e con tutti. L’iniziativa che ha visto l’alternarsi di scrittori, poeti, musicisti, giornalisti e opinionisti è anche senz’altro anche una bella vetrina turistica per il capoluogo regionale e si aggiunge ad una proposta di eventi tornata negli ultimi anni piuttosto corposa. Come sempre accade approfondiamo ora i risvolti turistici dell’evento.
In più di un’occasione abbiamo affrontato, all’interno di questa rubrica, il tema di come la proposta turistica di Aosta, per quanto ben assortita di eventi e manifestazioni, non abbia saputo fino ad oggi trovare il suo giusto posizionamento sul mercato turistico. Una città che negli ultimi anni ha dovuto registrare le difficoltà (se non la chiusura in alcuni casi) di varie imprese turistiche, e che necessita ancora di trovare quel filo conduttore in grado di comunicare al pubblico cos’è Aosta e sul quale concentrarsi in termini di comunicazione. Città sportiva? Culturale? Città di passaggio o solo “necessaria” come in un recente libro dell’autore valdostano Daniele Gorret? In Italia sono numerosi i casi di successo di manifestazioni e Festival che, cresciuti in modo consapevole e con organizzazioni efficienti alla base, sono divenuti nel tempo un punto di riferimento importante per le realtà organizzatrici. Tra i casi più noti ci sono sicuramente l’Umbria Jazz Festival o il forse meno noto ma altrettanto interessante Festival della Letteratura, che hanno portato notorietà alle città di Perugia e di Mantova.
Non si tratta necessariamente dei Festival più grandi e più conosciuti in Italia, vedi Sanremo, si tratta piuttosto di manifestazioni che per la loro capacità di proporsi in maniera differente a nicchie di appassionati hanno saputo dapprima coinvolgere il pubblico direttamente interessato ai temi proposti e in un secondo tempo, con l’acquisire di una notorietà sempre più importante, avvicinare per la prima volta un pubblico nuovo. Proprio l’aumento della notorietà, dovuto ad una forza comunicativa importante, è in realtà ciò che fa la differenza tra un evento connotante o meno per un luogo. Approfondendo l’argomento si scoprono infatti numerosi festival di Jazz, della letteratura e anche manifestazioni simili a Babel (“I Dialoghi di Trani” in programma dal 14 al 17 giugno pv nella cittadina pugliese) ma solo chi arriva prima al grande pubblico può rivendicare davvero la paternità. Per garantirsi il perdurare del successo è bene che la crescita di questo tipo di eventi sia sempre guidata con consapevolezza cercando di non snaturare mai la vera filosofia e l’anima con cui queste manifestazioni sono nate, solo così non allontaneremo o creeremo disaffezione nel pubblico che ne ha consentito la crescita.



