“Chiuse 400 imprese negli ultimi 3 anni: se qualcosa non cambia la situazione peggiorerà”

A lanciare l’allarme sono i vertici delle Associazione artigiane: “Dal 2011 persi oltre 600 posti di lavoro. Tra la fine del 2013 e il 2014 ci sono altre 120 aziende che hanno chiesto la cassa integrazione in deroga: rischiano il posto altre 150 persone".
Eugenio Salmin e Aldo Zappaterra (Confartigianato), Salvatore Addario (CNA)
Economia

“Negli ultimi tre anni, dal 2011 al 2013, il numero delle aziende artigiane iscritte all’albo è sceso da 4200 a 3800, con più di 600 persone rimaste senza lavoro. Nel 2014 ci sono 120 aziende che hanno fatto ricorso alla cassa integrazione in deroga, con oltre 150 persone che rischiano il posto: se qualcosa non cambia la situazione peggiorerà ancora”. A lanciare l’ennesimo grido d’allarme in un settore in profonda crisi sono i vertici delle Associazioni artigiane, CNA e Confartigianato che questa mattina hanno incontrato i giornalisti per presentare il seminario di sabato 25 ottobre, allore ore 9 alla Pepinières d’entreprises, sul tema dell’innovazione e ruolo delle piccole medie imprese per uscire dalla crisi.

“Stiamo vivendo un momento di difficoltà, le nostre aziende stanno soffrendo: non siamo più un’isola felice, abbiamo gli stessi problemi che si riscontrano nel resto d’Italia”, ribadisce Aldo Zappaterra, direttore di Confartigianato VdA.“Il Patto di stabilità – spiega – è un veleno per come è concepito oggi, deve essere modificato o temiamo che la situazione peggiorerà. Dovremo iniziare pensare a una “coesione sociale”: la disoccupazione è al 12,5%, non occorre essere dei geni per capire che siamo in una situazione distrarosa”.

Le associazioni tornano quindi a rivolgersi alla Regione. “Vogliamo essere messi in condizione di poter lavorare: sappiamo che le disponibilità sono poche ma facendo ripartire almeno il settore edilizio, è possibile rimettere in moto l’intero sistema”, spiega il presidente del CNA, Salvatore Addario che sottolinea come “il settore edile rappresenti il 50% degli iscritti”.

Le richieste delle Associazioni artigiane si articolano in otto punti che saranno argomento di discussione anche al seminario di sabato prossimo. Alla Regione viene chiesto di elaborare un nuovo piano per le attività produttive, di mantenere il sostegno, tramite contributo, solo per le certificazioni di qualità, ambientale e di sicurezza; di studiare la possibilità di emissione di voucher per studi e consulenze innovative per PMI; di sostenere le azioni “di rete” con una graduazione premiale dei finanziamenti: un piano straordinario per l’efficientamento energetico degli edifici nelle aree urbane; la revisione normativa sulle agevolazioni di settore, con una forte semplificazione delle procedure; e in fine la stesura di un testo unico.

“Stiamo lottando affinché la situazione migliori ma c’è bisogno dell’aiuto di tutti perché da soli non ce la faremo”, ha concluso Zappaterra. 

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