Confindustria Vda: timidi segnali di ripresa ma ancora non si può parlare di inversione di tendenza

E' quanto emerge dall'indagine previsionale di Confindustria relativa al primo semeste 2010. Segni positivi si prevedono per la produzione e l'utilizzazione degli impianti. Costante il quadro occupazione ma in calo il ricorso alla Cassa integrazione.
Monica Pirovano
Economia

Timidi segnali di miglioramento. E’ quanto sembra mostrare l’industria valdostana nel primo trimestre del 2010 secondo l’indagine previsionale di Confindustria Vda.
“Dalla rilevazione –  sottolinea Monica Pirovano Presidente di Confindustria Valle d'Aosta – emerge un ulteriore, anche se contenuto, miglioramento delle attese delle imprese. La ripresa è tuttavia ancora fragile, interessa in maniera diseguale i singoli settori industriali e, conclude il Presidente di Confindustria Valle d'Aosta, non si traduce in miglioramenti apprezzabili e generalizzati delle performance aziendali.”

Le aziende del settore manifatturiero e dei servizi, interessati all’indagine, si sono detti pessimisti per quanto riguarda la possibilità di nuovi ordini e per le previsioni degli ordini export mentre, sul fronte carnet ordini, i dati restano sostanzialmente costanti.

Segno positivo invece viene prospettato per quanto riguarda le commesse superiori a tre mesi; il portafoglio ordini è inferiore ad un mese per il 13,79% delle imprese intervistate (nel trimestre precedente era al 21,88%) mentre scendono di circa 6 punti percentuali gli ordini da uno a tre mesi.

Cresce il grado di utilizzazione degli impianti rispetto all'ultimo trimestre (dal 66,25% al 68,25%). Il 19.35% delle imprese, sul lato degli investimenti, intende sviluppare programmi per nuovi interventi nei prossimi 12 mesi.

Invariato il  quadro occupazionale anche “se si evidenzia una attenuazione della caduta” (-9,68) e un “trend ascendente del ricorso all'istituto della Cassa Integrazione Guadagni, di quasi 20 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.”  Sono sempre di più le imprese che necessitano di manodopera qualificata e specializzata nelle aree amministrazione e finanza (70%), e nell’area della produzione e della ricerca (90,91%), con maggiore preponderanza per la media qualificazione.

I timidi segnali di ripresa dalla crisi economica che ha interessato il settore si vedono soprattutto  nel leggero progresso di alcuni indici legati alla produzione e all’utilizzo degli impianti, che rimane comunque su livelli inferiori al 70%.

“La ripresa in ogni caso – scrive Confindustria –  si prospetta molto faticosa e lenta, interesserà in maniera diseguale i singoli settori industriali. Cosi come gli strascichi della crisi continueranno ad influenzare l’evoluzione dei prossimi mesi. L’incertezza delle prospettive influisce anche sull’attività legata agli investimenti che migliorano, ma rimangono su valori bassi. Il miglioramento delle attese che pure esiste e si sta lentamente consolidando, non è, almeno per ora, di dimensioni tali da generare una vera inversione di tendenza.

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