Come si è abbattuta la crisi in Italia a quasi sette anni di distanza dalla bancarotta della Lehman Brothers nel 2008? Il Sole 24 Ore ha cercato di misurarlo attraverso alcuni indicatori come: i risparmi in banca, il tasso di disoccupazione, il reddito o ancora il costo delle case.
In base ai dieci parametri presi in esame ne è emerso come Viterbo, Latina, Novara, Cosenza e Nuoro siano le province più colpite dalla crisi mentre sul fronte opposto si trova Aosta con un indicatore di 36 su 100, laddove quest’ultimo equivale alle situazioni di crisi più accentuate. Il capoluogo regionale occupa la 95esima posizione davanti a Verona, Prato, Genova, Pisa, Mantova, Modena, Bolzano e Vicenza (28,9 su 100).
Nelle singole classifiche Aosta compare ai primi posti in quella sulle immatricolazioni. Per il capoluogo regionale performance peggiore con le immatricolazioni crollate dal 2007 al 2013 dell’84,5% (se 33.396 erano nel 2007 nel 2013 ne sono state registrate solo 5180). Aosta guida invece la classifica delle performarce migliori nell’indicatore "spesa per l’acquisto di beni durevoli". Le famiglie aostane dal 2007 al 2013 hanno aumentato del 12,5% gli acquisti in questo campo, passando da una spesa a famiglia di 761 euro ne 2007 a 856 nel 2013. Altro primato negativo, il capoluogo regionale lo registra nel campo dei rifiuti. Aosta registra una crescita nella produzione pro-capite del 13,6%.
Il quotidiano economico ricorda infine come, in base agli ultimi dati Istat, la spesa media mensile delle famiglie valdostane, si sia contratta dal 2007 al 2013 del 7,21% (da 2595 del 2007 a 2408 del 2013).
