Crisi, tornano a essere nere le previsioni degli imprenditori valdostani

"L’ultimo trimestre 2014 segna una battuta d’arresto raffreddando i segnali di ripresa emersi prima dell’estate" spiega Monica Pirovano, Presidente Confindustria Vda.
Economia

Dopo due trimestri all’insegna dell’ottimismo tornano a vedere nero gli imprenditori valdostani. L’indagine previsionale relativa al quarto trimestre di quest’anno, effettuata da Confindustria Valle d’Aosta su di un campione significativo di imprese associate mostra infatti un peggioramento delle aspettative del mondo imprenditoriale. Crollano in particolare le previsioni sulla produzione totale e le esportazioni.

“Dopo un terzo trimestre che aveva fatto registrare indicatori in miglioramento – sottolinea in una nota il Presidente di Confindustria Valle d’Aosta, Monica Pirovano – l’ultimo trimestre 2014 segna una battuta d’arresto raffreddando i segnali di ripresa emersi prima dell’estate. Questi risultati sono peraltro totalmente in linea a quelli emersi a livello nazionale, dove il miglioramento dei dati qualitativi, osservato a partire dal luglio 2013, che faceva sperare in una possibilità di aumento della spesa, ha subito in luglio e ad agosto di quest’anno, una brusca correzione".

Peggiora la situazione per quanto riguarda il carnet ordini degli imprenditori. Soltanto per il 31,8% (prima erano il 59%) delle aziende gli ordini sono sufficienti a coprire da 1 a 3 mesi la capacità produttiva aziendale. Allo stesso tempo diminuisce il grado medio di utilizzo degli impianti che passa dal 74,64 del trimestre precedente al 58,53%. Una situazione che colpisce soprattutto il settore dei servizi e in particolare l’edilizia. Se la passa male anche il settore alimentare, il più colpito per quanto riguarda gli ordini totali e l’export.

In chiaro scuro anche gli investimenti. Diminuiscono le imprese che si dichiarano propense ad investire per ampliamento della capacità produttiva passando dal 29% al 21%, mentre per la sostituzione di impianti preesistenti la quota di imprese passa dal 26% al 28%. Il 96% degli imprenditori dichiara di non voler apportare variazioni a quanto programmato su questo fronte mentre soltanto il 4% pensa ad una riduzione degli investimenti programmati.

Cresce la platea di imprenditori che segnalano ritardi nei pagamenti: dal 58,62% del III trimestre al 64% attuale. Peggiora in particolare il dato relativo alle pubbliche amministrazioni: da 68 a 85 giorni.
Infine sul fronte occupazionale le aspettative sono ancora con il segno "più" anche se il saldo arretra al 7,14% rispetto al12,50% fatto registrare lo scorso trimestre. Aumenta, passando dal 18,52% rispetto al 10%, il numero però di imprese che dichiara di dover ricorrere allo strumento della cassa integrazione.

“A preoccupare maggiormente  – spiega ancora Pirovano – è il dato relativo alla produzione che risente molto dell’andamento della domanda interna. A questo punto è vitale far tornare le imprese e le famiglie ad avere fiducia nel futuro attraverso politiche monetarie adeguate e riforme strutturali; la ripresa è, infatti, ancora molto fragile nella nostra Regione ed esposta ai condizionamenti del difficile contesto economico globale”.

 

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