“L’incertezza resta elevata”. Sono ancora nere le previsioni sull’economia valdostana, come illustrato oggi da Bankitalia nell’aggiornamento congiunturale relativo al primo semestre 2014.
“E’ proseguita nel primo semestre – ha sottolineato Gennaro Maria Argirò – quella debole congiuntura già vista nel 2013 dove per il secondo anno si è registrata una recessione piuttosto marcata e l’effetto di trascinamento si è avuto nel primo semestre del 2014. Una debolezza legata alla domanda interna che è risultata stagnante.”
Piccoli segnali di miglioramento, “ma ancora da confermare con il bilancio di fine anno”, arrivano dall’occupazione. In particolare l’analisi registra nel secondo trimestre 2014 un miglioramento significativo nell’industria in senso stretto: + 40% .
Continua invece il calo dell’occupazione nel settore del commercio, alberghi, ristoranti e in quello edile. Quest’ultimo rimane ancora in fondo al tunnel della crisi. “E’ pesante la situazione delle costruzioni in Valle – ha spiegato il Direttore Argirò –perché il peso dell’edilizia sul Pil regionale è il doppio che in Italia.” In base al sondaggio effettuato da Bankitalia la produzione delle imprese delle costruzioni è calata per oltre un terzo delle imprese rilevate, soltanto un decimo indica un aumento. Una situazione determinata dal continuo calo dei bandi pubblici: – 12,7% nei primi sei mesi del 2014. Le compravendite sono diminuite del 12,8%.
Non va meglio al settore dei servizi che ha risentito anche del maltempo dei mesi estivi. Nei primi 8 mesi del 2014 le presenze dei turisti cono calate dell’1,3% e gli arrivi dello 0,6%. Nei primi 9 mesi del 2014 il numero di passaggi di mezzi pesanti sulle autostrade valdostane è calato del 2%, quelli attraverso i trafori sono cresciuti del 3,5%. I passaggi di mezzi leggeri sono calati del 5% circa mentre aumentano quelli ai trafori dell’0,6%.
Complessivamente e in controtendenza rispetto al dato nazionale l’offerta di lavoro è tornata ad ampliarsi nel primo semestre 2014, +2,2%. Il tasso di disoccupazione sale ancora nel primo semestre 2014, +8,6%. Si riduce invece il monte ore totale di Cgi: meno 14,6% sulla componente ordinaria ma +12,2% su quella straordinaria e in deroga.
Diminuisce ancora il credito bancario soprattutto per le imprese la cui domanda rimane debole mentre l’offerta si è stabilizzata. “C’è una forte discriminazione fra chi chiede credito – spiega Daniele Coin – in particolare c’è un effetto paradossale: chi più chiede credito non ha i requisiti per ottenerlo. “
La qualità del credito è in peggioramento per quanto riguarda le imprese perché il rapporto fra le sofferenze – i crediti che devono essere recuperati con azioni giudiziarie – e gli impieghi si sono elevati. Crescono anche le partite deteriorate, comprensive anche dei crediti scaduti, incagliati e ristrutturati. Migliora invece il credito alle famiglie( da 1,1 a 0,9) con di pari passo i criteri di accesso che si stanno allentando. La domanda è tornata ad aumentare soprattutto per quanto riguarda i mutui immobiliari.
Per i prossimi mesi le aspettative sono ancora improntate a grande cautela a causa dell’incertezza sul quadro congiunturale prospettico, i livelli bassi dell’attività produttiva e un grado di utilizzo basso degli impianti.
“La svolta congiunturale non c’è stata. – ha evidenziato ancora Argirò – L’auspicio è che questa arrivi nel 2015 ma è importante nel nostro paese recuperare quel clima di fiducia che è la base per la ripresa della domanda tutta.”
